Flash news

Corona vince il Premio The Bank. Con un piatto di formaggi ammuffiti

È andato a Gianluca Corona il premio The Bank Contemporary Art, assegnato a Milano in occasione della fiera GrandArt, nata intorno all’idea della riscoperta del figurativo. Una giuria composta dai collezionisti Antonio Menon e Paolo Zanatta, fondatori di The Bank, tra le più prestigiose collezioni dedicate alla pittura contemporanea italiana, e dal critico Angelo Crespi, ha selezionato un lavoro di Corona esposto dalla Galleria Lorenza Salamon per assegnargli il premio, arrivato ... continua→

Banksy, un Temporary Shop a Londra contro i furbetti del mercato. E dell’arte

Anticipando di pochi giorni l’apertura di Frieze, la fiera londinese divenuta tra le mete obbligate degli art addicted di tutto il mondo, Banksy ha aperto un temporary shop a Croydon, quartiere nella periferia sud di Londra. Una trovata stile Cattelan, che col marchio Saletti ha agganciato il business del design di fascia media, con il gioco facile della provocazione all’acqua di rose a prezzi abbordabili per tutti? Non esattamente. Il pop up shop di Banksy, infatti, significativamente ... continua→

Arriva il Felipanda, supereroe trapper. Nei negozi Auchan, per l’ambiente con WWF Italia

Il suo nome è Felipanda, ed è un character originale creato dal (misterioso) artista di origine spagnola Felipe Cardeña, noto per i suoi collage a tema floreale, per WWF Italia nell’ambito della campagna di sensibilizzazione all’ambiente e contro l’abuso della plastica. Il volto del Felipanda – mascherina da supereroe, cresta verde da trapper, orecchino tondo, piercing al naso, dentatura rigorosamente d’oro, catena da rapper al collo e occhi verdi – compare infatti, immerso nel ... continua→

Dopo il film di Schnabel, ora Van Gogh diventa anche un’attrazione. A forma di mongolfiera…

Dopo il grande successo del film di Julian Schnabel dedicato a Van Gogh, ora al pittore olandese è stata dedicata anche… una mongolfiera. Sembrerebbe uno scherzo kitsch, invece è proprio così. Da qualche settimana, infatti, sui cieli dell’Australia sta volando un immenso pallone che raffigura proprio il volto dell’artista. L’idea è nata in occasione del festival “King Valley Balloon Festival”, il festival dedicato proprio alle mongolfiere, che si è svolto in giugno a Milawa, ... continua→

Laboratorio Saccardi, una… pipì su Keith Haring a Pisa. Per ritrovare lo spirito del primo graffitismo

di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci. Pisa, metti una mattina d'estate come tante. Se vi fosse capitato di passare davanti alla facciata della chiesa di Sant’Antonio abate, dove nel 1989 un ancora semisconosciuto Keith Haring venne invitato a dipingere un enorme muro di 10 per 18 metri di lunghezza (oggi accuratamente conservato e riparato dalle intemperie e dalle tag con una robusta lamina di plexiglass), vi sareste potuti trovare di fronte a una scena quantomeno inconsueta. Quale? Quella di ... continua→

Finalmente libera Ahed Tamimi. E libero anche, dopo 24 ore, lo street artist Jorit che ne aveva dipinto il volto sul Muro della vergogna

È stata finalmente liberata Ahed Tamimi, la diciassettenne palestinese divenuta simbolo della resistenza palestinese contro l’occupazione Israeliana. La giovane attivista, che fin dalla più tenera età si batte per i diritti del suo popolo, era stata arrestata nel dicembre scorso fa per aver pubblicamente schiaffeggiato due soldati israeliani armati fino ai denti di “ronda” davanti alla porta della propria casa, e condannata da un tribunale israeliano a otto mesi di reclusione per ... continua→

Street Art

Obey: l’arte salverà il mondo

di Gianluca Marziani & Stefano Antonelli L’arte contemporanea sta attraversando una storica transizione: da una parte l’egemonia della Finanza, forma distopica di combustibile lubrificante che aumenta il valore monetario ma sporca il valore intrinseco, concettualmente immateriale dell’artista; dall’altra una rinata coscienza collettiva che rafforza le molteplici nature dell’arte urbana, la più comunicativa tra le espressioni visive, arte per molti e forse per tutti, gratuita Continua...→

Banksy a Parigi: la settimana della moda si tinge di rosa. Acido

I parigini si sono svegliati l’altra mattina con almeno sei nuovi murales sparsi per la città riconducibili a Banksy, alla sua prima apparizione sui muri della capitale francese. I temi, come sempre avviene nei lavori dello street artist britannico, sono fortemente politici: dalla critica alla politica europea sull’immigrazione, alla riflessione sul potere e sui condizionamenti sociali e mediatici. Il primo murale, che è anche il più imponente, è stato dipinto a Porte de la Chapelle, Continua...→

Women

Franca Pisani al Macro. Tra inconscio, mito e memoria

L'opera di Franca Pisani ha assunto ormai, da tempo, un respiro fortemente originale, in cui i diversi riferimenti culturali e i diversi piani linguistici si mescolano e si compenetrano a vicenda. Sperimentazioni linguistiche, suggestioni visive, memorie, tradizioni ancestrali, riti, simboli, miti, retaggi: tutto diventa forma e linguaggio, si mescola vorticosamente e incessantemente, si fa materia viva e fremente, che, sotto le mani dell’artista-demiurga, prende Continua→

Crazy World

 

Collage by Nolo Sanchesky (visual artist and collage... continua

Fotografia

Dopo lo stop da parte del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che si era messo di traverso impedendo, con piglio scioccamente censorio e con un involontario effetto caricaturale,... continua

Edo Pop

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Ragazze spaesate e alienazione nelle foto di Inbe Kawori

di Christian Gancitano. Non fotografa persone famose, attrici o modelle. Le protagoniste delle sue straordinarie foto sono persone “normali”, ragazze della porta accanto che lei riprende nel loro habitat quotidiano, in casa, o per la strada, in situazioni di solitudine, di rabbia o di ... continua→

MEMORABILIA

di Duccio Trombadori

All’inizio degli anni Ottanta, dell’opera di Gino De Dominicis non sapevo granché. Avevo oltretutto avuto ben poche occasioni di frequentarlo. Mi era stato presentato casualmente nell’estate del 1972 in casa di Enrico Job... continua

Sul lettino di Flavia

ovvero tic, ossessioni, paure e segreti degli artisti passati al setaccio dalla nostra inviata psicospeciale Flavia Vago. In questo numero, sul lettino di Flavia si siede Eugenio Merino.

 

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“La grande arte è fatta per suscitare, creare l'estasi. Più fine la qualità di questa estasi, più fine l'arte. Solo l'arte minore si contenta del piacevole". Ezra Pound

 


 

Ali Hassoun: la Rivoluzione è un pranzo di gala. Da Beirut un inno alla gioia, alla Libertà. E alla parità di genere

di Alessandro Riva

 

Per tutti – ragazze, ragazzi, uomini adulti, padri, madri, famiglie con bambini al seguito, uomini e donne di ogni età  – ciò che sta succedendo in Libano in queste settimane ha un solo nome: #Thawra – Rivoluzione. Ma è una rivoluzione pacifica, una marea umana che ogni giorno, e con particolare intensità ogni week end, si riversa nelle strade della Capitale, Beirut, ma anche in centri minori, villaggi e piccole città del Libano, per manifestare e chiedere l’abbattimento di un governo corrotto, familistico, antiquato, reazionario, legato a logiche tradizionalistiche e confessionali nelle quali i giovani e i cittadini del “nuovo Libano” non si riconoscono più. Ma soprattutto per dare il segno di un forte cambiamento culturale. E non è un caso che in piazza, oggi, si contino tante, tantissime donne: giovani, giovanissime, meno giovani, di tutte le classi e di tutte le religioni. Tutte insieme, per far sentire la propria voce, per cambiare passo

Federico Lombardo, lo spettacolo del quotidiano come metafora del fare pittorico

di Alessandro Riva

Il lavoro di Federico Lombardo si muove da tempo lungo due diverse direzioni solo apparentemente divergenti dal punto di vista stilistico, che prendono entrambe le mosse dalla ricerca originaria dell’artista sulla figura umana, sulla permanenza dell’iconologia classica nella sensibilità contemporanea, e sulle riflessioni relative al mutevole rapporto tra reale e virtuale (realtà concreta vs ambiente virtuale, pittura vs tecnologia, etc.) nell’era dell’onnipresenza dei mezzi tecnologici e della progressiva sostituzione, in moltissime attività produttive e creative, degli elementi materiali con quelli immateriali. Da un lato, infatti, l’artista ha messo a punto un linguaggio scabro ed essenziale, che, partendo da un’indagine sulla figura umana, ha via via perduto, in maniera quasi inavvertibile a prima vista, la materialità del processo pittorico tradizionale in virtù di nuove sperimentazioni all’interno di un linguaggio totalmente digitale. Dall’altra, ha sviluppato un complesso apparato compositivo e iconografico, in grado di mescolare, con sorprendente armonia e coerenza formale, frammenti di

Obey: l’arte salverà il mondo

di Gianluca Marziani & Stefano Antonelli

L’arte contemporanea sta attraversando una storica transizione: da una parte l’egemonia della Finanza, forma distopica di combustibile lubrificante che aumenta il valore monetario ma sporca il valore intrinseco, concettualmente immateriale dell’artista; dall’altra una rinata coscienza collettiva che rafforza le molteplici nature dell’arte urbana, la più comunicativa tra le espressioni visive, arte per molti e forse per tutti, gratuita e deteriorabile, virale sui social media come nessun museo riesce a fare. Questa forbice tra un sistema chiuso (gallerie top, musei di prima fascia, case d’asta internazionali, fondi speculativi, collezionisti mondani…) e un sistema aperto (gallerie sperimentali, musei di seconda fascia, collezionismo non sistemico, spazi urbani, luoghi alternativi…) ha generato due condizioni d’ingaggio: una sempre più ristretta ed elitaria, autoreferenziale, blindata negli habitat di riferimento; un’altra che mescola generazioni e culture, fasce sociali e disciplinari, aprendosi agli spazi collettivi, alle periferie ma anche ai centri storici e siti di pregio che captano il

Sergio Padovani, o del cuore segreto del mondo

di Alessandro Riva

IL MANGIACIVETTE Olio, bitume, resina su tela 28x42, 2019.

Sergio Padovani non copia né guarda all’antico, o al magico, o all’ancestrale: frammenti della loro presenza sono, potremmo dire, celati, forse anche a sua insaputa, nel profondo del suo nucleo originario d’artista. La sua pittura è abitata dal perturbante: non è stupore, paura, o riso, o fastidio: è qualcosa che li abita tutti. Meccanismi atavici, che attraverso l’introduzione del perturbante, di ciò che è rimosso dalla coscienza razionale ma che esiste nel nostro nucleo più oscuro e profondo, muovono il desiderio di conoscenza profonda dei meccanismi che agitano le forme del sé e del mondo, attraverso lo sconvolgimento dei parametri di ogni regola, di ogni misura. Padovani utilizza questi grimaldelli, questi escamotage emozionali e sintattici prima ancora che estetici e formali, per far riapparire forme ancestrali di una coscienza perduta, dimenticata nel tempo: per riattivare codici, sinapsi, relazioni segrete tra le cose, per far

il giorno in cui Paolo Fiorentino disse: “sono un pittore del futuro”

Se n’è andato a Roma, all’età di 54 anni, Paolo Fiorentino. Pittore coltissimo, di grande sensibilità e raffinatezza, ha sempre lavorato sull’idea di paesaggio, soprattutto urbano, creando visioni fortemente idealizzate e sintetiche, con una forte anticipazione concettuale di quel vasto “paesaggio immateriale” da cui oggi siamo costantemente circondati, dalla rete ai videogiochi. I suoi non sono scenari urbani: sono architetture astratte, che scandiscono lo spazio con la rigorosa geometria dei volumi e dei toni, e che rimandano a un’idea lontana eppure tutt’altro che vaga del paesaggio urbano così come s’è condensato nel nostro intelletto e nella nostra memoria. La sua pittura, a metà tra rievocazione dell’antico e fantascienza, aveva la sua origine in quella linea idealizzante, e nello stesso tempo sottilmente magica, venata da un refolo di instabilità metafisica, che è la tradizione della pittura di scuola romana del Novecento.

Italian Factory Magazine lo ricorda con questa intervista che aveva rilasciato nel 2006, in

SATYRICON

SENZA PAROLE

Adalberto Abbate, Voici votre bulletin de vote, serie “Rivolta”, 2009

Elezioni Europee, maggio 2019.

Satyricon

SENZA PAROLE

Daniele Accossato, Rapito (Bronzo di Riace). 2016.

 

3 ottobre 2018. Arrestato Domenico Lucano, sindaco di Riace simbolo dell’accoglienza ai migranti.

 

Photoshock

Visitate Rio de Janeiro. La capitale del crimine, dove anche i bambini girano armati. Visitate Bangkok. La capitale del turismo (sessuale): dove anche le ragazzine si prostituiscono. Visitate le isole Faroe, in mezzo all’Oceano Atlantico. Dove balene e delfini sono massacrati senza pietà. Visitate il Borneo: simbolo mondiale della deforestazione. E ancora: visitate... continua