#freepavlensky

Street Art

Banksy a Parigi: la settimana della moda si tinge di rosa. Acido

I parigini si sono svegliati l’altra mattina con almeno sei nuovi murales sparsi per la città riconducibili a Banksy, alla sua prima apparizione sui muri della capitale francese. I temi, come sempre avviene nei lavori dello street artist britannico, sono fortemente politici: dalla critica alla politica europea sull’immigrazione, alla riflessione sul potere e sui condizionamenti sociali e mediatici. Il primo murale, che è anche il più imponente, è stato dipinto a Porte de la Chapelle, Continua...→

Quando le dimensioni contano, eccome. La strana vicenda del pene gigante di Stoccolma agita il dibattito sull’arte pubblica

di Vlady Art. Stoccolma, Aprile 2018. È durato meno di due settimane il discusso “Jättepenis” (come dire “tanto-pene” o “molto-pene”), certamente il più grande dipinto pubblico parietale rappresentante un fallo eretto. “La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, recita un celebre detto. A quanto pare, queste parole sembrano essere valide anche in Svezia, uno tra i paesi più liberi e tolleranti al mondo ma anche tra i più equi e democratici, quindi attento ai Continua...→

Flash news

Clapis, a Londra una scultura per riflettere sulle criptovalute

Cosa ha che spartire con il fenomeno delle criptovalute l’immagine di una donna incinta, con tanto di feto nella pancia il quale, anziché godersi il suo periodo di felice svagatezza prenatale, è già attaccato a un telefonino come un adolescente qualsiasi? Apparentemente poco, se non fosse per l’immaginazione di un artista italiano, Federico Clapis, con un passato da blogger di primo piano, con decine e decine di migliaia di visualizzazioni e di like sui suoi profili, che ha deciso di ... continua→

L’arte Japan Pop sbarca in Franciacorta. Con una Salomè gigante (e gonfiabile) di Tomoko

Il Pop giapponese sbarca in Franciacorta. E vede come protagonista Tomoko Nagao, con un’enorme scultura gonfiabile che riproduce le fattezze della sua “Salomè”, eroina dalla testa mozzata trasformata dalla creatività pop dell’artista in una testa di bambola in stile manga. Ma non mancano anche altri grande nomi contemporanei, a cominciare da Takashi Murakami, superstar del neopop giapponese e inventore dell’estetica Superflat, per continuare con Hiroyuki Takahashi e Hitomi Maehashi. ... continua→

Wiola, spunta un quadrato di vernice su Palazzo Marino e sul Pac. Per riaprire il dibattito sull’arte pubblica

Wiola torna a colpire. Il collettivo di attivisti che, dopo l’esperienza di “Occupy Pac” dell’anno passato (durante il quale un nutrito gruppo di artisti aveva simbolicamente e pacificamente occupato il Padiglione d’arte contemporanea di Milano per riportare a galla contraddizioni, ipocrisie e furbizie delle istituzioni sul tema dell’arte pubblica, della repressione al graffitismo illegale e dell’agibilità di spazi pubblici), oggi è tornato a far sentire la sua voce. Con una ... continua→

Se n’è andato Omar Ronda, artista, collezionista e instancabile agitatore culturale

Se n’è andato questa mattina Omar Ronda, artista, agitatore culturale e artistico, collezionista di altissimo livello, con opere che partivano dalla Pop Americana in avanti, e, in un lontano passato, anche mercante e gallerista, mestiere grazie al quale era entrato in contatto con artisti, dealer e curatori di tutto il mondo. Era stato l’inventore, il cuore e la mente del progetto Cracking Art, dal quale nel 2008 si era poi distaccato, per incomprensioni e divergenze con gli altri membri ... continua→

Banksy, il Natale è Alternativity: con due nuovi pezzi e un festival a Betlemme

Due nuovi pezzi di Banksy, come altre volte posti proprio sul confine tra Israele e Cisgiordania, dove l’artista britannico ha inaugurato pochi mesi fa il suo Walled Off Hotel (l’hotel "fuori dal muro"). E poi, un “festival spettacolare”, con pièce teatrali e performance varie, suggestivamente chiamato “Alternativity”, con la collaborazione di diversi artisti, come il perfomer Rihaam Issac e il regista Danny Boyle (già noto come regista di Trainspotting e di The Millionaire). È ... continua→

Invader a Parigi sostiene la causa vegana. Dove? A Veggietown, naturalmente…

Da alcuni giorni, sono comparsi a Parigi alcuni mosaici con i personaggi pixelati che richiamano alle mente uno dei più famosi videogiochi degli anni Ottanta, Space Invaders. L’autore è infatti proprio Invader, street artist francese che lavora fin dagli anni novanta con questa tecnica, spargendo mosaici sui muri di tutto il mondo. La particolarità degli ultimi lavori di Invader è però proprio il tema scelto per l’occasione dall’artista: i mosaici, infatti, sono tutti a tema ... continua→

Art Books

di Roberto Floreani

“Boccioni? Per carità…”. Così pare si sia espressa nel primo dopoguerra l’osannata direttrice della Galleria d’Arte Moderna di Roma Palma Bucarelli, come riferisce il critico Maurizio Calvesi accompagnatore di rango degli eredi Boccioni per proporre... continua

Women

Franca Pisani al Macro. Tra inconscio, mito e memoria

L'opera di Franca Pisani ha assunto ormai, da tempo, un respiro fortemente originale, in cui i diversi riferimenti culturali e i diversi piani linguistici si mescolano e si compenetrano a vicenda. Sperimentazioni linguistiche, suggestioni visive, memorie, tradizioni ancestrali, riti, simboli, miti, retaggi: tutto diventa forma e linguaggio, si mescola vorticosamente e incessantemente, si fa materia viva e fremente, che, sotto le mani dell’artista-demiurga, prende Continua→

Art Gadget

Gioielli-opere d’arte a forma di fiore: gli Spinner di Murakami, ultima frontiera del gadget artistico

di Christian Gangitano. Un gioco molto in voga tra i ragazzi di oggi (lo "spinner", piccola trottola piatta che si tiene tra le dita e si fa girare vorticosamente, vero fenomeno cult tra i bambini di tutto il mondo), ora diventa un'opera d’arte, o meglio un esempio di oggetto artistico d'eccezione, ambito da collezionisti e appassionati d’arte di tutto il mondo, che riunisce le caratteristiche del gioiello, del comune giocattolo e dell'opera d'arte in miniatura. Gli spinner di Murakami non continue→

Crazy World

René Magritte, Questa non è una canna, 1948.

fonte:... continua

Edo Pop

inbekawori-24+pokemon

Ragazze spaesate e alienazione nelle foto di Inbe Kawori

di Christian Gancitano. Non fotografa persone famose, attrici o modelle. Le protagoniste delle sue straordinarie foto sono persone “normali”, ragazze della porta accanto che lei riprende nel loro habitat quotidiano, in casa, o per la strada, in situazioni di solitudine, di rabbia o di ... continua→

MEMORABILIA

di Duccio Trombadori

All’inizio degli anni Ottanta, dell’opera di Gino De Dominicis non sapevo granché. Avevo oltretutto avuto ben poche occasioni di frequentarlo. Mi era stato presentato casualmente nell’estate del 1972 in casa di Enrico Job... continua

“La grande arte è fatta per suscitare, creare l'estasi. Più fine la qualità di questa estasi, più fine l'arte. Solo l'arte minore si contenta del piacevole". Ezra Pound

 


 

Blu a Roma, il “solista dei muri” sfida ancora potere e industria culturale. Da un palazzo occupato al Quarticciolo

di Stefano Antonelli

Da tre mesi Blu sta lavorando a questo spettacolare dipinto murale a Roma. Lo sta realizzando appeso a delle corde in forma del tutto autonoma e indipendente. E si rimane sbalorditi dalla visione di cosa può fare un uomo solo. L’edificio si trova al centro di un quartiere popolare di Roma Est, è sede di un’occupazione abitativa, tuttavia è stato a lungo la sede del commissariato di Pubblica Sicurezza. Da tempo l’artista di Senigallia ha scelto di collocare i suoi lavori a presidio di istanze sociali, di non operare nel mercato e di disappartenere al mondo e al sistema dell’arte, al punto che isuo agire è oramai ascrivibile esclusivamente al politico. Blu si interessa a luoghi non amministrati, ne riflette la componente emotiva, ne intercetta e interessa la medialità delle superfici per innescare processi di deflazione dell’immaginario. È critico, curatore, artista, filosofo e scalatore. È anche un Dio dell’arte e io ho assistito alla

Partono i mondiali. Senza l’Italia? Macchè. Ce l’ha portata Alex Folla. Coi suoi Football Prayers a Mosca

L’Italia ai mondiali di Mosca? C’è: l’ha portata Alex Folla. Con un tocco di spiritualità. Con la mostra alla Triumph Gallery di Mosca, nel quale espone il suo ciclo, già iniziato anni fa, intitolato “Fooball Prayers”, Folla riporta infatti non solo l’Italia ai mondiali, ma anche una riflessione sul calcio più profonda del semplice tifo per una o l’altra squadra. Con un linguaggio che affonda le sue radici nella pittura barocca, Folla prova infatti a ragionare sull’incredibile persistenza di quella straordinaria capacità di trascinamento, di idealizzazione, di riscatto e di partecipazione collettiva che tutt’ora avvolge il gioco del calcio (e più in generale lo sport), davvero uno tra i pochi grandi riti rimasti alle disincantate folle occidentali dopo il fallimento delle ideologie e la crisi degli idealismi novecenteschi. Intervistato da un giornalista a proposito del football, Pier Paolo Pasolini dichiarò una volta: Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione”.

Bello Figo, col suo libro “Swag Negro” si apre l’era delle nuove icone pop brutte, sporche e cattive

di Alessandro Riva

Bello Figo? Un’icona pop. Naturalmente, un pop nuovissimo, postcontemporaneo, destrutturato, remixato, fluido e difficilmente etichettabile, insomma un vero e proprio “Pop 3.0″. È questa, in poche parole, l’idea che sta alla base del libro-diario “Swag Negro”, appena uscito per Rizzoli e già stravenduto fin dalla prima giornata in libreria, in cui il celebre trapper italiano, autore di “No pago affitto”, si racconta ai suoi fans (ma anche ai suoi “haters”) in una sorta di diario non cronologico, ispirato alla lontana ai celebri “Diari” di Keith Haring. Lui, Bello Figo, già Bello Figo Gu in omaggio al suo primissimo nome, Gucci Boy (poi è stato costretto a cambiarlo in seguito alla minaccia di cause milionarie arrivate dalla celebre casa di moda), lui, che anche nella scena trap è tutto sommato un solitario, un apripista, amato e odiato, guardato un po’ con invidia e un po’ con sospetto, uno che non si mescola

Palermo è ancora Blues con la Scuola di Palermo

di Alessandro Riva

Diciassette anni sono passati da Palermo Blues, la prima, grande mostra pubblica, tenutasi ai Cantieri della Zisa, in una Palermo così distante e forse anche così drammaticamente sempre uguale a se stessa, che li consacrò ufficialmente, all’epoca, come i rappresentanti della “Nuova Scuola Palermitana”, o semplicemente “Scuola di Palermo” come si preferisce invece ricordarla oggi  – il “nuova”, col passare del tempo, è infatti rimasto fra le righe, forse perché nel frattempo anche il mito del “nuovo che avanza”, con tante altre analoghe illusioni, s’è lentamente sbiadito perdendo di smalto e di senso, in ogni campo, dalla politica alla cultura, col suo immenso carico di delusioni, di fraintendimenti, di frustrazioni, furbizie e gattopardismi che si è fatalmente portato dietro in questa manciata d’anni.

Oggi, però, eccoli dunque di nuovo insieme, nel cuore di Palermo, appunto, a Palazzo Riso: sono Alessandro Bazan, Francesco De Grandi, Fulvio Di Piazza e Andrea Di Marco

Arrestateli! Wiola, un Appello per modificare il Codice Penale sul reato di imbrattamento. Per ritrovare equilibrio e civiltà giuridica. E riaprire il dibattito sulle politiche urbane

di Alessandro Riva

Artisti, scrittori, musicisti, creativi, cantanti, critici, letterati, centri sociali, illustratori, associazioni culturali: la lista è lunga, e prevedibilmente destinata ad allungarsi ulteriormente. Sono i (primi) firmatari, che in queste ore di tam tam sui social stanno via via aumentando man mano che le condivisioni e il passa-parola si diffonde e si espande sulla rete, dell’appello stilato dal gruppo di artisti e agitatori culturali che da qualche mese si è riunito sotto il nome di Wiola. Appello lanciato con il preciso intento di “modificare la norma dell’art.639 del Codice Penale Italiano” (quello relativo al reato di “deturpamento e imbrattamento di cose altrui”), “giacché” – si legge nell’appello – “l’inutile e strumentale guerra contro le tante espressioni autonome, non commissionate e creative per le strade (writing, street art, poesia di strada…) non costituisce la premessa ad una società migliore”, ma, più prosaicamente, rappresenta invece “lo svilimento delle aspirazioni dei giovani e dei creativi che

J’ACCUSE! Il Sistema dell’Arte sotto accusa: Maschilismo e Sessismo non riguardano solo Hollywood. Cinquanta donne dell’arte: ora parliamo noi

di Dejanira Bada, Rebecca Delmenico, “Gel” Giuditta Lavinia Elettra Nidiaci, Flavia Vago

 

Dopo Hollywood con il caso Weinstein, e dopo il mondo della moda, anche il sistema dell’arte è sotto accusa. Il motivo? Maschilismo, sessismo, discriminazioni tra artisti uomini e artiste donne, a tutt’oggi meno quotate dei loro colleghi, meno presenti nelle mostre e nelle fiere, poco attive nelle “stanze dei bottoni” del sistema dell’arte. E, anche qua, una pratica dura a morire: quella dell’uomo di potere che crede di potersi permettere di tutto, comprese avances, messaggi erotici ed esplicite richieste sessuali, in cambio di partecipazione a mostre, pubblicazioni e visibilità. IF Magazine ha deciso di imbastire la più vasta inchiesta mai fatta sull’altra metà del sistema dell’arte. Abbiamo chiesto a cinquanta donne dell’arte – artiste, critiche, pr, galleriste – di dirci la loro su maschilismo, sessismo, discriminazioni di genere. E sulla loro esperienza sul campo, tra situazioni sgradevoli, richieste irricevibili e goffi tentativi

Visione, estasi, illuminazione: quando l’Estetica si trasforma in un portale per l’Estatico

di Andrea Zucchi

Alessandro Mendini, Oggetto meditativo, 1999.

L’Estasi esiste. È il nostro stato naturale, prima che sorga il desiderio, la contrazione, la paura. Prima che il Sé si avviluppi e si perda nelle proiezioni dell’Ego. Prima che la separazione e la molteplicità diventino il nostro orizzonte quotidiano. Nel suo manifestarsi la Coscienza è espansione, espansione estatica, senza confini e limiti definiti. Lo abbiamo dimenticato, ma la reminescenza di questo stato originario, la sua vibrazione di fondo continua ad agire in noi. Ciò che cerchiamo, ciò che vogliamo scaturisce da lì e lì aspira a tornare. Quando eravamo Uno con tutto ciò che ci circonda: nell’avviluppante calore del grembo materno, o ancora più lontano, nella Pace infinita della Mente di Dio.

Talvolta accade, forse raramente, forse a pochi di noi, ma accade. Entriamo in uno stato di estasi, o meglio, l’estasi entra in noi, anzi no, l’estasi ci conduce al di fuori di noi.

Photoshock

Visitate Rio de Janeiro. La capitale del crimine, dove anche i bambini girano armati. Visitate Bangkok. La capitale del turismo (sessuale): dove anche le ragazzine si prostituiscono. Visitate le isole Faroe, in mezzo all’Oceano Atlantico. Dove balene e delfini sono massacrati senza pietà. Visitate il Borneo: simbolo mondiale della deforestazione. E ancora: visitate... continua