Veneziano: la sua arte ispira la nuova musica arrabbiata

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    Sarà il pittore siciliano Giuseppe Veneziano a firmare la copertina dell’ultimo album della band abruzzese Management del Dolore Post-Operatorio.

    Formata da Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Luca Di Bucchianico (basso) e Nicola Ceroli (batteria), i Management si definiscono “poeti provinciali” e con la loro musica uniscono rabbia, divertimento, ironia, dissacrazione e provocazione, attirando così l’attenzione di critici e addetti ai lavori, e arrivando a guadagnarsi un posto di rilievo nella scena musicale indipendente italiana. Nata a Lanciano, in Abruzzo, la band ha come obiettivo dichiarato di “martellare il cervello degli abitanti dello stivale mettendo in scena un teatro vivido e spietato con la vita nel ruolo di protagonista assoluta con tutte le sue contraddizioni e situazioni grottesche”. Niente di meglio, allora, che un artista del calibro di Veneziano, che con l’ironia e la provocazione ha costruito la sua carriera di battitore libero, conquistando le prime pagine dei giornali e anche un collezionismo di alto livello: dalla famosa “impiccagione” di Maurizio Cattelan, che gli valse nientemeno che la copertina di Flash Art, ai tempi in cui Cattelan impiccava invece, tra lo scandalo generale e la rabbia dei moralisti, bambolotti agli alberi; alla celeberrima Fallaci decapitata, che gli valse persino i presidi dei leghisti che lo volevano censurare, fino alla “Madonna del Terzo Reich”, che gli costò quasi la scomunica del Vaticano, Veneziano, con la sua aria da eterno ingenuo, come un Forrest Gump capitato per caso nel tritacarne mediatico, da anni non sbaglia un colpo. Ha costruito la sua carriera con intelligenza e determinazione, rovesciando significati acquisiti e colpendo al cuore convenzioni e retoriche di ogni tendenza politica.

    Giuseppe Veneziano, Mac Mao, 2010, acrilico su tela, cm. 50x50. Courtesy Galleria Contini

    Giuseppe Veneziano, Mac Mao, 2010, acrilico su tela, cm. 50×50.
    Courtesy Galleria Contini

    Ora una sua opera, Mac Mao, che con una sola immagine (un Mao trasformato in Ronald McDonald) ha messo alla berlina l’inopinata congiunzione globale del nuovo ordine mondiale capital-comunista, darà il titolo (e farà da copertina) all’ultimo disco della band abruzzese. A giudicare dagli attori in campo e dalle premesse, il divertimento (e la discussione) sono assicurati.

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    Giuseppe Veneziano, La Madonna del Terzo Reich, 2009, acrilico su tela, cm 130×100.