Alchimista e pop. Lara Martinato e la conciliazione degli opposti

    È in qualche modo possibile conciliare la vocazione “pop” del mondo contemporaneo, fatto di iper-superficialità, di eterna mitologia del presente e di banale canonizzazione delle icone e delle star mediatiche, con i saperi arcani ed esoterici degli antichi trattati alchimistici? È possibile ricomporre ciò che, per antonomasia, non sarebbe più possibile neppure mettere a confronto, posta la frattura che il contemporaneo ha fatalmente imposto di fronte a culture e saperi tradizionali e sapienziali di cui quasi nessuno oggi riesce più a leggere significati, simbologie e possibili chiavi di lettura? Lara Martinato potremmo dire che ci stia provando. Ancora non sappiamo se la prova sia convincente: forse non è che l’inizio di un percorso, di cui (come nella migliore tradizione alchimista) bisognerà scoprire via via il seguito per provare a leggerne i possibili sviluppi, poiché, per l’appunto, la soluzione sta non tanto nel risultato finale, ma nel viaggio intrapreso, e nel modo in cui questo trasforma colui che decide di mettersi in cammino.

    Lara Martinato

    Lara Martinato

    È un fatto che il lavoro di Lara Martinato provochi sconcerto, passando, come fa, da misteriosi e segreti quadri neri e oro, piccoli scrigni di saperi arcaici e di raffinatezze formali (nei quali si può leggere più di un’allusione all’“opus nigrum”, fase alchemica dell’estrema purificazione della materia e strada maestra per la vera conoscenza di sé), a grandi ritratti in formato maxi, come nella migliore tradizione pop, di star e starlettes del cinema e della musica rock (Mick Jagger, Marilyn, Kate Moss, Lady Gaga, Lou Reed…) ma anche di star artistico-letterario ormai canonizzate dal conformismo culturale dominante, da Pasolini (perseguitato e massacrato in vita, osannato dopo morto), ad Andy Warhol, insuperato idolo e costruttore dei simboli della cultura di massa, fino all’onnipresente Marina Abramovic; icone sfigurate e “contaminate” però, nel volto, dai segni e dalle parole tratte da testi alchemici e, in particolare, dal corpus di incisioni del trattato letterario-musicale Atalanta fugiens del medico-musicista tedesco Michael Maier.

    Contaminazione di opposti? Semplice calembour visivo? Gioco di prestigio stilistico di comparazione tra forma del tatuaggio contemporaneo e antiche simbologie scomparse? O il tentativo di riportare le antiche fonti sapienziali sulla “pelle” del contemporaneo, a metafora della nostra fondamentale irriducibilità a farci appiattire dal nonsense dilgante, malgrado la massificazione imperante della società dello spettacolo? Forse tutto questo, e altro. Da verificare nelle prossime tappe.

     A.R.

     

    Lara Martinato, L’alchimista pop – a cura di Angelo Crespi

    dal 29 novembre 2013 all’8 gennaio 2014

    Galleria De Magistris Arte Contemporanea | Via Sant’Agnese, 16, Milano +39 02 794218
    info@demagistrisarte.com