Ghibaudo, un multiplo per giocare. Al museo

    Si intitola “My Muse” il nuovo progetto di Dario Ghibaudo, opera interattiva creata su sollecitazione della gallerista milanese Rossana Ciocca, che negli ultimi anni si è data da fare per rivitalizzare il sonnolento mondo dell’arte anche con iniziative artistiche bizzarre e fuori dagli schemi (sua era, tra l’altro, l’introduzione in Italia di flash-mob artistici come la “cena in bianco” e il “Dinner in the Dark”).

    Il progetto di Ghibaudo (noto per il suo ormai mitico “Museo di Storia innaturale”, al quale l’editore Allemandi ha appena dedicato un ampio volume antologico) fa parte, infatti, di un progetto più ampio, ideato dalla gallerista milanese, per sollecitare gli artisti a creare opere interattive, che coinvolgano il collezionista stesso a partecipare all’opera: opere, quindi, non solo da vedere o da appendere alle pareti, ma con le quali interagire direttamente. La prima artista che ha partecipato a questo “gioco artistico” è stata Arianna Vanini con un quadro-interattivo intitolato “I numeri sono poetici”.

    Dario Ghibaudo, MY MUSE, Galleria Rossana Ciocca

    Ghibaudo, che, provenendo dalla feconda esperienza del concettualismo ironico, ha trovato l’idea particolarmente funzionale al suo modo di lavorare e di concepire la creazione artistica, ha accettato la sfida e creato un multiplo, grazie al quale il collezionista stesso possa trasformarsi in artista, o in curatore: una sorta di “museo ideale”, nel quale sia lo stesso proprietario dell’opera a scegliere quale quadro inserire sulle pareti del suo “museo privato”.

    Composta da quattro riproduzioni diverse, che a loro volta rappresentano l’interno di altrettanti musei del mondo, i quattro multipli di “My Muse” si trasformano infatti, grazie a un gioco di prestigio, in una sorta di strane stanze di un “museo immaginario”, nel quale il collezionista può decidere, di volta in volta, di inserire il suo “quadro del cuore”, o, al limite, anche il proprio ritratto (per i narcisisti cronici), o la foto della fidanzata o dei figli. Un’opera, e un’operazione, che gioca a rimpiattino con il desiderio del warholiano “quarto d’ora di celebrità”, ma anche con le disarticolate strategie del sistema dell’arte, oggi: nel quale le logiche del potere (dunque dell’accessibilità ai musei) sono completamente saltate, troppo spesso legate a pure questioni di mafie, mafiette e consorterie finanziario-affaristiche, a relazioni di amicizia e di lobby di potere, affidate, come oggi sono, alla completa discrezionalità del critico-curatore di turno, senza più alcuna regola di valore “oggettivo” di un’opera men che meno di dibattito culturale vero sul senso e sulla qualità di un’opera d’arte o di un artista. Dunque, con un’opera-gioco (acquistabile a prezzo volutamente “politico”: soli 50 euro), Ghibaudo si riconferma ancroa una volta perfettamente in linea con la sua antica, ma sempreverde, vocazione ironico-concettuale del fare artistico.

    A.R.

    Dario Ghibaudo | My Muse

    Galleria Rossana Ciocca arte contemporanea

    via Lecco, 15 Milano

     dicembre 2013

    per informazioni sul progetto: gallery@rossanaciocca.it

    sull’artista: http://www.museodistoriainnaturale.com