Svitlana Grebenyuk e il brindisi nazi-comunista

    Un normale servizio di bicchieri. Normale? Beh, non tanto. Sopra, infatti, c’è dipinto un simbolo. La falce e martello per i bicchieri rossi, la svastica per quelli neri. La provocatoria installazione (che in futuro prevede anche una performance, con tanto di “ultima cena” in salsa nazi-comunista) è dell’artista ucraina Svitlana Grebenyuk, figlia del degrado e delle miseria del dopo-comunismo nel suo paese natale, e dunque toccata, sul vivo della propria pelle, dal dramma di un secolo, il Novecento, che ha lasciato dietro di sé ovunque caos e rovina, oltre ai milioni di morti delle guerra e dei campi di sterminio nazisti.

    “L’idea dei bicchieri”, spiega l’artista, “a dire il vero è venuta un po’ per caso… il mio fidanzato, Angus, aveva in casa questi bicchieri, come residui delle bomboniere del suo precedente matrimonio. All’improvviso li ho visti come dei simboli: come i relitti di un naufragio, del dissesto di un matrimonio andato a rotoli: e allora mi è venuto quasi spontaneo associarli allo sfascio di un secolo che ha lasciato dietro di sé tante tragedie e tanti rottami”.

    Al di là dello spunto occasionale, il bicchiere assume però anche una funzione fortemente simbolica: “I bicchieri sono quelli attorno ai quali, in Russia come in Germania, da sempre si stipulano contratti, accordi, si santificano alleanze e si decidono tradimenti e persino omicidi di massa o progrom”, spiega l’artista. “Intorno all’alcol e ai suoi riti nelle nostre terre si decide simbolicamente tutto, della vita come della morte delle persone”. Il bicchiere con cui si brinda diventa così un simbolo a doppio taglio: di speranza e di gioia nei battesimi e nei matrimoni, di violenza e di sopraffazione negli accordi di potere, di guerra, di affari leciti o illeciti. I due simboli, della falce e martello e della svastica, diventano a loro volta metafore d’altro: delle speranze messianiche, quasi religiose, con cui si camuffano gli accordi potere e di prevaricazione. E forse non è un caso che proprio il bicchiere sia anche un simbolo liturgico, quello con cui si offre simbolicamente il sangue di Cristo nella messa. È “l’ultima goccia” delle ideologie che per oltre un secolo hanno sostituito, con le loro promesse di riscatto sociale (il comunismo) e di dominio universale (il nazismo) la spiritualità delle grandi religioni monoteiste dei secoli passati. E dopo le quali non è rimasto che un cumulo di macerie.

    A.R.

    Svitlana Grebenyuk, L'ultima goccia, 2013.

    Svitlana Grebenyuk, L’ultima goccia, 2013.