Milano Street, prove tecniche di coesione sociale

    Dopo anni di battaglia becera e senza distinguo contro i cosiddetti “graffitari” portata avanti dall’ex vicensidaco-sceriffo De Corato, e dopo altri anni di tentennamenti della giunta Pisapia, ora finalmente anche a Milano, come già da tempo a Roma, qualcosa comincia lentamente a muoversi nel rapporto con l’arte pubblica urbana. Primo esempio, il bellissimo murale realizzato in estate da Pao, Nais, Orticanoodles e Ivan, quattro artisti tra i più noti e apprezzati della scena street milanese, sulla parete esterna della Fabbrica del Vapore, dedicato ai vent’anni di democrazia in Sudafrica.

    Al lavoro sul muro dei Giardini in Transito.

    Masx Ferrigno al lavoro nei Giardini in Transito.

    Masx Ferrigno al lavoro nei Giardini in Transito.

    Ma è dai comitati di quartiere, cioè direttamente dalla base, che forse cominciano ad arrivare le novità più interessanti. In ottobre, all’interno della manifestazione artistica BrerArt e con il sostegno del Consiglio di zona 1, il muro interno dei Giardini in Transito di via Montello – un pezzo di verde strappato alla speculazione edilizia da parte di un’associazione di cittadini – è stato oggetto di un interessante intervento pittorico da parte di quattro artisti di derivazione neopop (Tomoko Nagao, Domenico Pellegrino, Max Ferrigno, Felipe Cardeña e Stefano Gentile).

    murale felipe tomoko

    Il murale di Tomoko Nagao (a sinistra) e Felipe Cardena & Street Boys (a destra) in via Termopili.

    Poche settimane dopo, ai primi di novembre, è stata invece la volta di Geotag 2, seconda edizione della manifestazione curata da Christian Gangitano nella zona multietnica di viale Padova e vie adiacenti (via Crespi, via Termopili, via Marco Aurelio), col Consiglio di zona 2 e Crespi comitato: un vero e proprio esperimento di coesione sociale che potrebbe diventare un importante spunto di riflessione nella “restituzione” del quartiere ai cittadini, e nel difficile rapporto tra le numerose etnie presenti. Per un intero week end, infatti, bar, ristoranti italiani e stranieri hanno dato da mangiare e da bere gratis ai cittadini, e la gente del quartiere ha “occupato” le strade intorno a via Crespi per ballare, mangiare, bere, parlare e ascoltare musica (fatta sempre da cittadini del quartiere) e guardare gli artisti che decoravano i muri di palazzi, negozi e autofficine, “prestati” dai privati agli artisti perché li sottraessero al degrado e li decorassero.

    Tra gli artisti al lavoro, c’erano Bros & Sonda, con un bellissimo lavoro fatto a quattro mani, Felipe Cardena & Street Boys, Tomoko Nagao, mentre due artisti più “classici” come Valentina D’Amaro e Vanni Cuoghi hanno prestato le loro opere per megariproduzioni che sono andate a decorare i cortili interni di due palazzi della zona. Davvero un esperimento di riqualificazione urbana e sociale, che potrebbe fare da modello alle altre zone periferiche e “problematiche” di Milano, dove la convivenza sociale non è sempre tra le più facili…

    Il murale di Bros e Sonda in via Marco Aurelio.

    Il murale di Bros e Sonda in via Marco Aurelio.