Duomo imbrattato, i writers in rivolta

    Il portone del Duomo imbrattato. Proprio quello centrale, dove ci sono gli altorilievi con la passione di Cristo. Mentre gli operai della Veneranda Fabbrica si danno subito da fare per rimuovere lo sfregio fatto al più importante monumento della città, Milano s’indigna, e si interroga una volta di più sul difficile rapporto tra arte urbana e vandalismo. Ma è proprio dal mondo del writing che arriva subito la scomunica più dura: a prendere la parola per primo è Gattonero, al secolo Alessandro Gatti, storico writer milanese, che dalla sua pagina Facebook lancia l’appello agli altri writers: “Mi rivolgo a quei cerebrolesi che hanno fatto sta cazzata”, scrive. “La prima regola del writing è non crossare (significa non coprire le opere degli altri) e la cosa non si limita ai nostri pezzi, che facciamo per rivalutare sta grigia città, ma vale anche per i monumenti in quanto opere degli artisti che ci hanno preceduto”.

    Foto scritta su portale duomo milano“Ora, se mi spacchi un pezzo”, continua il writer, “(traduzione se copri un mio graffito con le tue tag da ragazzino demente) ti cerco e vengo a casa tua a fartela pagare. Ma visto che l’autore del portone del Duomo (che è un’opera davanti alla quale dovremmo levarci il cappello e inginocchiarci gridando “non sono degno”) è morto e non può venire a massacrarvi come meritereste, allora mi prendo in carico questo dovere sociale di darvi gli schiaffoni che meritate”. Ecco allora l’appello lanciato ai suoi colleghi writers: “lancio un appello ai writer seri della città che sono i primi ad esser danneggiati da queste cazzate: se viene fuori il nome dei mentecatti che hanno fatto sta cosa, andiamo a casa loro a spaccargliela di graffiti… ma non i pezzi strafighi che fate di solito, sto giro voglio cazzi ignoranti e scritte tipo franca ti amo!!!”.

    I writers rispondono all’appello, associandosi alla scomunica di Gattionero, in un coro di indignazione generale dalle pagine del web. “L’imbrattatore del Duomo non è uno di noi, non viene dal nostro mondo”, dicono in coro. E qualcuno polemizza anche con Gattonero: “dare spazio ad atti di questo tipo”, dicono, “è un po’ come legittimarli”. Ma tutti concordano che si tratti di gente senza scrupoli, che non ha a niente a che vedere col mondo del writing.

    atomo-mosaico-3 copia“Devono essere degli imbriachelli, gente senza testa che non sa distinguere tra un muro squallido da colorare e rendere più bello e il più importante monumento della città”, si indigna Atomo, al secolo Davide Tinelli, “padre” storico dei writers milanesi. “Il Duomo non è solo un simbolo religioso, è il simbolo di Milano, e toccarlo equivale a fare uno sfregio alla città. Questi sono gesti inqualificabili e senza senso. Il writing e la street art sono nate per rendere più belle e più vivibili la città, non per sfregiarla”. Il messaggio è chiaro: che nessuno provi ad associare il mondo del writing e della street art con episodi di questo tipo…