Filippo Lippi, quando l’arte lo salvò dai turchi

    “Da bambino, Filippo Lippi era stato messo come novizio in un convento di carmelitani; ma non aveva voglia di studiare e non faceva, durante le lezioni, che scarabocchiare disegni su un suo quaderno. Il suo maestro, vedendo quei disegni e restandone ammirato, gli fece studiare pittura con Masaccio, e presto divenne in quest’arte bravissimo.

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    Filippo Lippi, San Filippo scaccia il dragone dal tempio di Hierapolis (particolare), Firenze, Santa Maria Novella.

    Un giorno, essendo in viaggio in Ancona ed essendosi spinto con una barca in mare, fu catturato da una nave corsara di Turchi che lo tennero loro prigioniero. Lippi, nient’affatto spaurito, cominciò a far caricature dei vari marinai che erano sulla nave, e tra l’altra del comandante, il quale fu contentissimo di ciò e, ammirando le grandi qualità artistiche del pittore, si decise infine a liberarlo”.

    (Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori)