Lifeshot, ovvero la mia vita in 16 scatti. Raccontata da Mr Savethewall

    di Chiara Canali.

    Prova a chiudere gli occhi e immagina la tua vita, non solo quella presente ma anche quella passata e, perché no, quella futura. Fatto? Bene, ora prova a dividerla in 16 momenti chiave che possano rappresentarla adeguatamente; nascita, infanzia, adolescenza, famiglia, morte ma anche vizi, passioni e così via. Fatto? Bene.

    Ora immagina di ripercorrere ciascuno di questi momenti, come in una performance in cui sei tu stesso il protagonista, mentre un fotografo imprime questi attimi in 16 scatti iconici in bianco e nero. Anzi non solo un fotografo, ma anche un artista che, come un regista, ti guida passo a passo in questo set intimo ed esclusivo, entrando in empatia con te. Ecco, puoi aprire gli occhi. Questo è il Lifeshot, il nuovo progetto artistico di Mr. Savethewall.

    Io l’ho provato, l’ho vissuto in prima persona e, benché sia difficile trascrivere le sensazioni vissute, posso tentare di descrivervi questo processo di traduzione fotografica dell’artista, realizzato grazie alla preziosa collaborazione del fotografo Emanuele Scilleri.

    Il poeta e librettista F. Nohain scriveva che “vivere è scegliere. Essere felici è saper scegliere”. La vita è dunque fatta di scelte e Mr. Savethewall con il suo Lifeshot ci mette prima di tutto di fronte ad una scelta: quella di 8 oggetti che possano sintetizzare e rappresentare meglio alcuni momenti o stati d’animo della nostra vita. Questo è il primo step, molto intimo e al tempo stesso coinvolgente, fatto di scandagli interiori nel passato e di indagini nel presente, tra chi è vicino a noi e ci conosce più da vicino.

    Per la nascita mia madre mi ha indirizzato verso il mio peluche preferito, un Paperino un po’ morsicchiato nelle estremità ma ancora in buone condizioni. Per l’adolescenza ho scelto di indossare la maglietta di uno dei miei idoli, il Dj Albertino, che mi ricorda non solo la mia predilezione per la radio, a discapito della tv, ma anche le mie lotte adolescenziali per uscire fino a tardi. Per il lavoro, è stato fin troppo facile: un’opera d’arte. Se devo scegliere il mio libro o film preferito, faccio fatica a fermami a uno solo. La propensione per una lettura varia con il passare degli anni, delle conoscenze e degli interessi. Alla fine ho messo insieme un film e un libro che, non solo amo, ma mi rappresentano come persona: Lezioni di Piano di Jane Campion e Ragione e sentimento di Jane Austen. Due Jane, due donne, che a distanza di quasi un secolo inscenano un contrasto fortissimo e insanabile tra razionalità e sentimenti, distacco e passione, regole e sregolatezze, un mix di emozioni che spesso mi pervadono contemporaneamente. Così via, fino all’ultima scelta, quella della mia colonna sonora. Gli altri 8 oggetti (lavagna, sveglia, calendario, scacchi, specchio, cappello, clessidra e teschio) sono invece selezionati dall’artista ma richiedono comunque un’interazione personale dell’individuo.

    Ma il progetto non si esaurisce nella sola scelta degli oggetti. Il processo si anima nel presente con il set fotografico quando l’artista, a metà tra il regista e lo psicologo, ti fa ricordare ogni momento e ti conduce per mano in un viaggio alla riscoperta di un te stesso a volte vicino, a volte lontano, a volte vivido, a volte solo sopito nel ricordo, ma pronto a fuoriuscire nel presente con l’aiuto dell’elemento giusto. Cardine di questa esperienza è infatti la persona stessa, con il suo atlante emozionale, i suoi ricordi, le sue ansie e le sue paure, i suoi desideri e i suoi sogni.

    Se prese singolarmente, in sequenza, le fotografie possono apparire come delle istantanee, nel montaggio complessivo dell’opera finale vanno a costituire un puzzle composito che rievoca la storia di una vita e consente di drammatizzare emotivamente sensazioni e stati d’animo. Per descrivere questo progetto ho volutamente utilizzato la parola “souvenir” che se nell’uso contemporaneo ha preso l’accezione di “oggetto-ricordo” o feticcio di vario genere che rimanda a un luogo o paese visitato, nella sua etimologia latina di subvenīre “venire a mente” allude a un ricordo intimo del passato che, rivissuto nel presente, viene conservato per il futuro.

    Lifeshot è un’opera d’arte ma anche un souvenir intimo ed esistenziale che, cristallizzando le nostre scelte 16 scatti, ci rende coscienti di essere gli unici e i soli artefici di quella meravigliosa esperienza che è la vita.

    Mr. Savetheall | Lifeshot

    a cura di Chiara Canali
    22 – 25 gennaio 2015
    Set Up | Autostazione di Bologna,

    Piazza XX Settembre

    Inaugurazione 22 gennaio 2015, h. 19.30