Quando Gentile Bellini scoprì suo malgrado i segreti del realismo

    “Il pittore italiano Gentile Bellini fu invitato a Costantinopoli dal sultano Maometto II perché dipingesse un quadro. Il Bellini gli dipinse un San Giovanni decollato. Il quadro piacque molto al sultano.

    Gentile Bellini, Ritratto del Sultano Mehmed II.

    Gentile Bellini, Ritratto del Sultano Mehmed II.

    “Però”, gli disse, “c’è un piccolo errore: quando uno è decapitato la pelle gli si ritira un po’ intorno al collo”. E per persuaderlo con un esempio, chiamò uno schiavo, gli tagliò lì per lì la testa, e la fece esaminare all’artista. Il quale fu persuaso sì dell’errore, ma ebbe tale uno spavento per quel modo di esercitare la critica, che non ostante tutti i favori di cui Maometto gli faceva offerte per trattenerlo, volle ritornare a Venezia”.

    (Guerard, Dictionnaire d’anecdotes).

    Gentile Bellini (1429-1507) and Mehmet II (1430-1481)

    Francesco Hayez, Gentile Bellini, accompagnato dal Balio Veneto, nell’atto di presentare a Maometto II il suo quadro, in cui era effigiato San Giovanni Decollato, 1834, olio su tela, 56,5×78.