Nessuna matita alzata per Sgarbi censurato da Facebook

    Censurato da Facebook, per essersi fatto fotografare di fronte all’immagine di una vagina. Il fatto curioso è che non si tratta di una vagina qualsiasi, ma di una delle vagine più famose al mondo: quella dipinta da Gustave Courbet nel celebre quadro L’origine du monde”, esposto al Museo d’Orsay e visto ogni anno da decine di migliaia di persone.

    Il caso, paradossale al limite del demenziale (ma non per questo meno inquietante per il suo sapore di moralismo oscurantista), è capitato nientemeno che a Vittorio Sgarbi, il quale, trovandosi in visita a Parigi, ha pensato bene di farsi fotografare di fronte al capolavoro di Courbet, postando poi la foto sul suo profilo Facebook. Risultato: immediato successo della fotografia, che ha ottenuto in poche ore oltre un milione di visualizzazioni. Peccato che a qualcuno tanto ardire non sia piaciuto. Su probabile segnalazione di qualche zelante utente che, oltre che bacchettone, dev’essere anche molto ignorante (anzi, ignorantissimo), tanto da non conoscere la differenza tra una foto porno (di cui la rete peraltro abbonda, senza alcuna forma di censura) e il nudo, anche spinto, nell’arte, di cui il quadro di Courbet è invece uno degli esempi più celebri, Facebook ha oscurato il profilo di Sgarbi.

    Controffensiva di Sgarbi: una bella lettera, firmata dal suo avvocato, al colosso americano, con richiesta di risarcimento danni per 50 mila euro. “Come sempre”, ha detto Sgarbi, “la censura di Facebook introduce elementi di astratto moralismo (tra cristiano e islamico), sottoponendo la libertà dell’arte a un’insopportabile censura. È l’equivoco tra contenuto e forma. I Bronzi di Riace sono nudi come Rocco Siffredi, ma appartengono all’arte, non alla pornografia. L’origine du monde di Gustave Courbet è uno dei capolavori dell’arte di tutti i tempi. Censurare una fotografia non in una camera da letto in atti intimi, ma davanti al capolavoro di Courbet al Museo d’Orsay, è un crimine contro la civiltà”.

    Ma Facebook non è nuova ad atti censori del genere. Anzi. Ad essere precisi, non è nuova nel censurare proprio il quadro di Courbet. Gli zelanti censori della “madre di tutti i social network” (che riunisce oltre un miliardo di utenti), avevano infatti già agito in passato in maniera analoga, oscurando i profili di alcuni internauti che avevano “osato” postare proprio il quadro di Courbet sulla loro bacheca. Nel febbraio del 2011, Facebook aveva infatti oscurato il profilo di un artista danese, Frode Steinicke, con la stessa motivazione.

    Una vignetta uscita su un giornale francese sull'attitudine censoria di Facebook

    Una vignetta uscita su un giornale francese sull’attitudine censoria di Facebook

    Pochi mesi dopo, ecco un’altra censura, sempre per aver osato postare la foto de L’Origine du monde, rivolta al profilo di un professore parigino, Frédéric Durand-Baissas. Il quale, però, al pari di Sgarbi, ha deciso di ricorrere ai mezzi legali, chiedendo all’azienda un risarcimento di 20mila euro. Il colosso americano, per bocca del suo avvocato, Caroline Lyannaz, aveva sostenuto l’incompetenza della giurisdizione francese, trincerandosi dietro la clausola (che gli utenti firmano al momento di iscriversi a Facebook), che stabilisce che solo un tribunale della California possa pronunciarsi su eventuali controversie. Ma il tribunale francese, per ora, ha dato ragione al professore: ogni Stato è sovrano in casa propria, dunque anche Facebook, in Francia, deve sottoporsi alla legge francese. Sulla stampa francese il caso ha avuto una grande eco, suscitando le ironie e i commenti di opinionisti e vignettisti, tutti schierati contro la censura. In Italia – per ora – la notizia della censura al profilo di Sgarbi si è meritata sì qualche riga in cronaca, ma anche il solito, assordante silenzio di opinionisti, intellettuali e vignettisti vari, che si sono ben guardati dallo schierarsi in difesa della libertà dell’arte, e contro la censura del kolosso americano. Del resto, si sa, in Italia la solidarietà è una merce rara, e va centellinata con cautela…