Satyricon

     

    di Dario Arcidiacono

    La piovra

    Luglio 2015. La Grecia costretta ad accettare la resa senza condizioni alla troika europea. I beni pubblici greci trasferiti in un fondo indipendente gestito dalle banche europee.

    Era il 2013, e Dario Arcidiacono, con l’incosciente preveggenza dei folli e degli artisti (quelli veri, quelli autentici), sembrava aver già previsto tutto: la crisi della democrazia greca, col volere del popolo piegato alle “superiori necessità” dell’Europa delle monete e delle banche, la manfrina del debito pubblico come copertura di una maxi-operazione di appropriazione indebita da parte delle banche europee e tedesche, e delle grandi holding politico-finanziarie per mettere le mani sui beni pubblici greci, la sistematica violazione di qualsiasi autonomia politica in nome della (presunta) stabilità economica europea, macroscopica copertura di un’operazione di lobbismo politico-finanziario in cui un gruppo di funzionari al servizio del grande capitale decide di fatto il futuro dell’Europa al di là di qualsiasi elezione, decisione popolare o referendum, e, last but not least, la massa degli opinionisti e dell’opinione pubblica allineata a ripetere, come in una seduta ipnotica degna dei peggiori lavaggi del cervello delle dittature spettacolar-populiste, il refrain dei “debiti” che la Grecia dovrebbe a noi europei, come se davvero la cosa riguardasse una possibile redistribuzione di soldi nelle nostre tasche e non un’operazione delle banche a beneficio, e salvataggio, delle banche stesse. In breve, la democrazia svuotata ormai di qualsiasi significato e il controllo del capitale finanziario e bancario come Modello Unico del pensiero dominante europeo.

     

    Il titolo dell’operazione, nella geniale e fantasiosa (ma assai realistica) ricostruzione simbolica di Arcidiacono, presentata per l’occasione come un filmaccio di serie zeta, è più che mai significativo: Zombi Eurozona Holocaust. Superproduttore, il famigerato Esm (European Stability Mechanism), ovvero il cosiddetto “Fondo salva-Stati”, organismo sovranazionale responsabile delle politiche finanziarie ed economiche europee. Coproduttori, la Bilderberg Cine Group (pleonastico spiegare il significato del nome) in collaborazione con Moloch Distribuzioni (l’allusione in questo caso, è alla mitica divinità fenicio-cananea, divinità a cui si sacrificavano tradizionalmente vittime umane: il riferimento è, ovviamente, ai milioni di persone che, in nome di un astratto concetto di stabilità europea, perdono quotidianamente diritti, casa, lavoro, pensioni, a volte la vita stessa).

    I registi? Mario Monti, il fantomatico Premier balneare italiano mai votato né voluto da alcun elettore, ma messo al potere direttamente dai poteri finanziari europei e dalle banche per favorire il passaggio di consegne del potere direttamente alla troika; Angela Merkel, di cui è inutile spiegare il ruolo nell’operazione di appropriazione del potere delle banche sugli stati sovrani; Lucas Papademos, il Mario Monti ellenico, ex vice presidente della Banca Centrale Europea ed ex primo ministro, come Monti mai eletto e come lui membro della Commissione Trilaterale e del Club Bilderberg, che ha portato la Grecia sull’orlo del fallimento, col prevedibile risultato di metterla di fatto nelle mani delle banche europee; e infine, il presidente della Banca Centrale europea Mario Draghi, anch’egli tra gli autori del “colpo grosso” europeo sulla sovranità greca.

    Anche gli attori di questa tragicommedia europea riservano non poche sorprese. Si comincia con Lloyd Blankfein, uno degli uomini più potenti del mondo, presidente della Goldman Sachs, la banca d’affari che sta dietro a molte operazioni politiche-finanziarie internazionali (si deve anche a loro l’entrata della Grecia nell’Euro); si continua con Herman Van Rompuy, ex Presidente del Consiglio Europeo; si finisce con Christine Lagarde, x ministro delle Finanze francese e direttore del Fondo Monetario Internazionale, che, con Angela Merkel, ha avuto (guarda caso) un peso determinante nella recente crisi greca, ed è stata la “bestia nera” dell’ex Ministro delle Finanze del governo Tsipras, Varoufakis (in un incontro a Bruxelles, la Lagarde si era rivolta con tono provocatorio a Varoufakis, che aveva definito le politiche della Troika “criminali”, chiedendogli: “Allora io sarei il capo dei criminali?”; lui, per tutta risposta, aveva fatto un sorriso interpretabile come silenzio-assenso). Anche i nomi del regista (David Rockefeller) e del produttore (Rothschild) non hanno bisogno di commenti…

    E il soggetto di questo filmaccio horror, fatto di lacrime, sangue, truffe mascherate da operazioni di salvataggio e politica sporca al servizio dei padroni non poi tanto occulti del vapore, di chi sarebbe? Semplice: è di diretta derivazione massonica. “Dal romanzo di A. Pike”, si legge infatti in coda. Per chi non lo sapesse, Albert Pike, generale, avvocato, scrittore americano ottocentesco, tra i più illustri e famosi capi della Massoneria di Rito Scozzese, è considerato dai cosiddetti “teorici del complotto” uno dei principali ideatori del Nuovo Ordine Mondiale, che, in seguito a tre future guerre mondiali (l’ultima da lui prevista, ancora di là da venire, avrebbe visto l’Occidente in guerra, indovinate un po’, con l’Islam!), avrebbe portato al disfacimento delle politiche nazionali in favore di un supergoverno di Illuminati e di banchieri, naturalmente massoni. Solo una fantasia? A voi giudicare…

    Alessandro Riva