Sul lettino di Flavia con… Andrea Zucchi

    Flavia Vago (foto Pablo Massa Studio)ovvero tic, ossessioni, desideri nascosti, sogni, paure, idiosincrasie e inconfessabili segreti degli artisti passati al setaccio dalla nostra inviata psicospeciale Flavia Vago. In questo numero, sul lettino di Flavia si siede Andrea Zucchi.

    Andrea Zucchi

    Nome: Andrea Zucchi

    Nome Sioux: Empty Pumpinks

    Segno zodiacale: Toro

    Professione: pittore

    Città: Milano

    Città futura: Heliopolis

    Vizi: Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidia

    Virtù: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza, Fede, Speranza, Carità

    Segni particolari: nessuno.

     

     

     

     

     

     

     

    “Sarò Imperatore del Regno Anarchico dell’Armonia Universale”

     

     

    Descriviti in 3 parole.

    Di poche parole…

    Il tuo artista del cuore?

    El Greco, un mistico con una pittura talmente moderna da essere stata recepita solo nel Novecento.

    Il tuo quadro preferito?

    Il “Ritratto di Michel Leiris” di Francis Bacon, essenziale, libero e assoluto.

    La tecnica che prediligi?

    Olio su tela e biro su carta.

    Sei la reincarnazione di quale artista del passato?

    Chi può saperlo? Un tempo mi sentivo in sintonia con l’anima di Van Gogh, oggi con quella del pittore cinese Shitao.

    Il film che ha fatto la storia del cinema?

    Per la mia generazione, “2001 Odissea nello spazio” per immagini, musiche e contenuto. Per il titolo, “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda”.

    Apri un museo a tema, che argomento scegli?

    Mistica, Alchimia ed Esoterismo.

    La corrente artistica che proprio non sopporti?

    Gli epigoni del Concettuale e del Minimalismo.

    La musica che ti ispira?

    Ne ascolto tantissima. Sinteticamente direi 80% rock indipendente, 15% classica, 5% varie dal mondo.

    Il tuo sogno ricorrente?

    Per il poco che ricordo lenti voli sbattendo le braccia, denti che cadono, incontri sessuali che s’interrompono prima del lieto fine…

    Il desiderio mai espresso?

    Lasciando da parte i desideri indicibili, direi: diventare Supremo Imperatore del Regno Anarchico dell’Armonia Universale.

    Parti per un viaggio nel tempo. Chi incontri?

    Andrei a cercare Gesù di Nazareth.

    Il libro che avresti voluto scrivere?

    Il Tao Te Ching.

    La mostra che ti ha emozionato di più?

    Forse un’antologica di Bacon vista a Lugano più di vent’anni fa.

    La tua ultima mostra si intitolava “Vuoti” ed era dedicata al Manierismo: chi è il tuo pittore preferito?

    Pontormo.

    Ti sei mai sentito un “vuoto a rendere”?                            

    No, ma vorrei arrendermi allo splendore del vuoto, da cui tutto sorge e tutto ritorna.

    Hai detto che da piccolo sognavi di diventare come William Blake, per aprire le porte della percezione. Ti sei mai drogato?

    In gioventù ho fatto uso di diverse droghe, è stato bello ma limitato e pericoloso. Poi ho smesso del tutto. Recentemente però ho provato l’ayahuasca, una combinazione di piante “maestre” e le porte della percezione non si sono aperte, si sono spalancate come non avrei mai creduto possibile. Non è una droga ma una medicina sacra per le nostre anime.

    Uno dei tuoi cataloghi si chiama “Doppio Gioco”: lo hai mai fatto?

    Verso gli altri spero di no, verso me stesso probabilmente sì.

    Parlando di disegni erotici: Miele di Manara o Valentina di Crepax?

    Per stile decisamente Crepax, ma se dovessi ancora masturbarmi con un fumetto, Manara funzionerebbe meglio.

    La tua parolaccia preferita?

    Sono tutte interessanti e colorite, se usate con parsimonia e al momento appropriato.

    Le qualità che preferisci in un artista?

    Il talento, se poi umanamente non è uno stronzo sarebbe meglio.

    E in un gallerista?

    Che sia un buon venditore, se poi scegliesse artisti per il loro talento sarebbe bello.

    Cosa ti fa innamorare di una donna?

    Bellezza, humor, sensibilità.

    E di un’opera d’arte?

    La perfetta unione di forma e contenuto.

    Il tuo motto?

    Uno di Henry James: “Viviamo nell’oscurità, facciamo quello che possiamo, tutto il resto è la follia dell’arte”.

    Il primo pensiero del mattino?

    “Mizzega che sonno!”.

    Qual è il tuo stato d’animo mentre dipingi?

    Oscilla tra concentrazione e divagazioni varie.

    Andrea Zucchi, La Sesta Ora, 2012.

    Andrea Zucchi, La Sesta Ora, 2012.

    Se ti dico rosso, la prima immagine che visualizzi qual è?

    Un toro davanti alla banderuola del torero.

    Se potessi fare un incantesimo: magia bianca o nera?

    Se non emana dallo Spirito Divino meglio astenersi da ogni forma di magia.

    Fammi una rima baciata.

    “Oh Musa, di questi illetterati tempi non più è onorata

    La figlia tua diletta, l’armonica e semplice rima baciata.

    Risveglia i poeti, e donaci un nuovo incantevole giorno

    ove il tristo e corto sproloquio di twitter si levi di torno!”.