Core Identity. Iabo svela l’identità nascosta dei padroni del mercato globalizzato

    Harland Sanders, il celebre “Colonnello del Kentucky” cui si deve l’invenzione della più antica catena di fast food americana, quella del “Kentucky Fried Chicken”, interamente a base di pollo fritto? Null’altro che un nazi-imprenditore, autore del più grande sterminio organizzato di polli che sia mai stato messo in piedi nella storia. Per l’esattezza, “The King of Chicken Shoah”, il “Re della Shoah dei polli”. È solo una delle immagini-shock che Iabo, street artist napoletano catapultato nel mondo dell’arte “ufficiale” con opere che si potrebbero situare in un ambito ludico-concettuale, ha realizzato nell’ambito di un progetto denominato “Core Identity”. Core Identity, ovvero Corporate Identity, è il nome con cui si definisce l’identità che un’azienda si costruisce nel tempo nei confronti del proprio pubblico.

    Iabo usa questo termine, in maniera evidentemente provocatoria, per svelare la “vera” identità di alcune tra le più note multinazionali e aziende di prodotti massificati, alimentari e non: da KFC appunto, all’Ikea, a eBay, a Mac Donald’s, a Twitter, fino alla Coca Cola. Ecco allora che, se KFC è identificato come un nazi-imprenditore impegnato nello sterminio di polli su larga scala, a Ikea si attribuisce invece l’invenzione della bara fai-da-te, con tanto di libretto di istruzioni per il montaggio, nella rincorsa ossessiva di occupare (e di conseguenza commercializzare) ogni anfratto del nostro quotidiano, riducendolo a livello di bricolage casalingo, fino al punto di arrivo finale della vita, con la costruzione perfino del luogo del “riposo eterno”; mentre eBay, il più grande sito di aste e vendite on line del mondo, diventa un rifugio anche per chi volesse comprarsi un cuore nuovo, al modico prezzo di 64,99 dollari.

    E, se Mc Donald’s, forse per far risparmiare tempo ai propri clienti più affezionati (o per meglio dire addicted), arriverà a vendere direttamente “Mc Pills” – pastiglie, si presume, di carne di hambuger, con blister che contengono 7 pillole bastevoli per il fabbisogno di un’intera settimana, la Coca Cola, il più celebre marchio del mondo, icona e simbolo del consumismo su scala globale, si trasforma invece in “Collective Hypnosis”, con ovvio riferimento all’ipnotico livellamento di desideri e di bisogni nella società dei consumi. Per finire, Twitter viene trasformato in Twhitler: il richiamo, in questo caso, è alla massificazione delle menti e delle coscienze al livello del “pensiero unico” della (presunta) democrazia digitale oggi così in voga. Una (presunta) democrazia dove apparentemente si può dire tutto, si può discutere di tutto, si può profanare tutto. Se mai vi capitasse però di uscire dal coro, di dire, o fare, cose che la maggioranza trova riprovevoli, o scandalose, o non consone al politicamente corretto del momento, beh, state sicuri che sarete tagliati fuori, emarginati, messi all’indice dalla massa degli utenti, più che mai proni al nuovo conformismo trasversale in salsa digitale, e dai moderni “padroni del vapore”. È la democrazia 2.0. O, per dirla con Iabo, la democrazia ai tempi di Twhitler.

    Alessandro Riva