Desiderio, arriva in Italia il suo Road Movie girato a Cuba

    È “il primo Road Movie mai prodotto a Cuba”. Prodotto a Cuba, sì, ma a breve disponibile anche in Italia (in dvd, distribuito dalla Rodaggio Film e dallo store di Mototurismo), dopo che sarà stato proiettato in alcune sale cinematografiche d’essai in giro per l’Italia (la prima è avvenuta al cinema Mexico di Milano all’inizio di dicembre, con la sala gremita, mentre le prossime proiezioni si terranno a Trieste, al Cinema dei Fabbri, dal 20 al 30 dicembre 2015).

    Regista, autore e protagonista è Desiderio Sanzi, già ben conosciuto in Italia (oltre che a Cuba, dove è stato numerose volte e per molti mesi di seguito, girando in tutto più di una decina di pellicole), pittore, performer, regista, e da qualche tempo anche dj di tendenza, con molte partecipazioni alle spalle a premi, residenze all’estero, mostre collettive in musei e anche la partecipazione a un’edizione (ovviamente nel Padiglione Cuba) della Biennale di Venezia.

    Il film si chiama “Ahora si llego”, è già stato presentato nel 2013 alla Biennale de L’Avana, dura oltre 2 ore ed è il racconto, a metà strada tra documentario, diario di viaggio, pellicola-verità, film-inchiesta con inserti poetici di grande forza espressiva e visiva (oltre che musicale, con contributi sonori di musicisti di prim’ordine, del calibro di Edesio Ajelandro e Descemer Bueno), di un viaggio su una moto – una vecchia Ural mezza scassata risalente alla Seconda Guerra Mondiale –, alla scoperta dell’isola attraverso le voci e i volti di organizzatori, curatori e artisti di piccoli musei e istituzioni dei più sperduti paesi della provincia cubana, quasi si trattasse di trovare il vero “cuore” culturale e artistico dell’isola.

    Ma “Ahora si llego” è anche qualcosa di più: è un vero e proprio road movie, ispirato ai “diari della motocicletta” del Che, ovvero al viaggio che il futuro comandante della rivoluzione cubana fece, ancora giovanissimo, proprio in sella di una vecchia moto, con il suo compagno Alberto Granado, partendo il 4 gennaio 1952 e girovagando per tutta l’America Latina. Come Ernesto Che Guevara, anche Desiderio s’è trovato un compagno di viaggio per la sua folle avventura: l’artista cubano José Balboa, con cui ha intrapreso il suo lungo e avventuroso viaggio tra piogge battenti, sole a picco, ricerca costante di meccanici e di pezzi di ricambio, spesso difficilissimi da trovare nelle sperdute lande cubane, e poi notti passate a dormire sul ciglio di una strada o in camere improvvisate un po’ ovunque, e, soprattutto, chilometri su chilometri da macinare in continuazione e tantissima stanchezza.

    Ma anche molta e straordinaria umanità, scovata con ostinazione e caparbietà in paesini sperduti, in minuscoli centri di aggregazione e di cultura di provincia e di campagna, isolati, mezzo dimenticati dal governo centrale e quasi privi di sostegno pubblico, ma che vivono e producono arte e cultura tutti i giorni, grazie all’entusiasmo, al lavoro, alla partecipazione e all’impegno di decine di artisti sconosciuti, di volontari, di gente comune e cittadini che si danno da fare 365 giorni l’anno per portare arte, musica, creatività e cultura in un’isola che per decenni ha campato sulle sue sole risorse, stretta com’era da un embargo internazionale feroce e da una mancanza cronica di denaro, di fondi e di energie anche solo per sopravvivere.

    Ma che, nonostante questo, non si è mai data per vinta e ha continuato a portare energia umana, creatività, arte e molta musica tra la gente comune, insegnando ai giovani e ai bambini, creando arte con poco o con niente, fuori dalle logiche del potere e del sistema dell’arte. Del resto, come ha detto uno degli artisti intervistati nel film, “la revoluciòn permanente” di una delle isole più incredibili del mondo è fatta anche di queste piccole cose. E sono proprio queste le realtà che Desiderio e il suo amico José sono andati a cercare in sella alla loro mitica Ural.

    “Non sono mancati momenti difficili, anzi… forse hanno rappresentato l’aspetto principale di tutta l’esperienza”, ha raccontato Desiderio nei suoi “diari della motocicletta“, pubblicati qualche mese fa proprio su questo giornale. “La moto, per quanto fosse romantica, ha dimostrato tutti i suoi anni e quasi sempre i nostri piani sono stati stravolti con estrema eleganza. Giorni interi fermi per trovare un meccanico o un pezzo di ricambio. Persone che fino a notte fonda hanno dato una mano, donando se stessi, il loro tempo e il loro lavoro con entusiasmo e generosità, quando tutto, poi, finiva con un po’ di rum e tanti pensieri di strade e persone conosciute e scoperte in giorni e giorni vissuti sopra un sidecar”. Ma il premio, come si dice, è stata la scoperta dell’isola, con le sue mille, straordinarie storie di umanità, di rivoluzione, di gioia e di amore, e in qualche modo, come accade sempre nei viaggi di conoscenza, anche un po’ la scoperta di sé: “Alla fine”, conferma infatti Desiderio, “entrare in contatto col cuore profondo e pulsante dell’isola mi ha permesso di conoscere maggiormente me stesso…”. Una bella scommessa per un artista. E un documento imperdibile per chi ama l’arte, i viaggi, e la rivoluzione.

    A.R.

    https://www.youtube.com/watch?v=2QkYDhPk5rA