Quando Luca Giordano falsificò Tiziano e Tintoretto

    “C’era a quei tempi in Napoli un mercante di quadri, tal Romer, che era abilissimo nella sua professione e capacisssimo nel distinguere le tele antiche. Costui comprava quadri anche da Luca Giordano, ma essendo questi ancora molto giovane gli pagava poco i quadri trattandolo da principiante. Offeso di ciò Luca, e volendo vendicaresene, dipinse alcune tele alla maniera di Tiziano e del Tintoretto e fece in modo che altri le portasse al Romer come se fossero di quei pittori: esse furono infatti credute tali e pagate bene. Luca Giordano Annunciazione, 1672

    Poco dopo andò Luca da Romer a portare un quadretto, ma poi che quello al solito voleva pagarglielo poco, Luca disse: “Eppure altra volta mi avete pagato di più!”. E siccome l’altro insisteva che ciò non era vero, Luca gli additò i quadri che poco prima Romer aveva comprati come Tiziani e Tintoretti, e gli fece vedere che erano suoi e che erano stati anche, in un angolo nascosto, firmati da lui. Il Romer allora si stizzì d’esser stato burlato, tanto più che teneva alla sua fama d’intenditore di quadri. Ma Luca lo calmò con dolci parole e promettendogli di fargli altri quadri”.

     

    (da Bernardo de Dominici, Vite dei pittori, scultori ed architetti napoletani)