Stefano Gentile, Benvenuti nell’Apocalisse

    Il titolo è: Life After the Doomsday, La vita dopo il giorno del Giudizio. L’immagine, una ragazza con la maschera antigas, che indossa una T-SHIRT su cui campeggia la scritta: “I Survived the Apocalypse” (e, più in piccolo: “and all I got was this stupid T-SHIRT!”, “tutto ciò che mi è rimasto è questa stupida T-SHIRT!”). La testata è Wired. La data, imprecisata. E ancora: Esterno giorno. Una ragazza guarda il cielo, in mezzo a un campo di grano. Intorno a lei, si muove uno stormo di corvi. È una bella, limpida giornata primaverile. Sembra la scena di un quadro di Andrew Wyeth, maestro del realismo americano del Novecento. Ma c’è qualcosa di strano, o meglio di inquietante, che si staglia all’orizzonte: lo spettacolo che la ragazza sta guardando è formato da cinque missili appena staccatisi da terra. A quanto pare, è scattata l’ora X. L’immagine è quella di una (ipotetica) copertina di Life, il cui titolo recita: “Last Good Day of The Year”, “L’ultimo buon giorno dell’anno”.

    stefano Gentile, Bunker Sweet BunkerSono due dei quadri che l’artista Stefano Gentile ha immaginato per la sua ultima mostra, significativamente intitolata Apocalypse Wow! (sottotitolo: “Or How I learned to stop worrying and enjoy the end”, “O di come ho imparato a fermare la paura e godermi la fine”). “Disastri ambientali, guerre, instabilità economica, epidemie, inquinamento sono i prodromi di quella che alcuni antropologi identificano come una possibile 6ª estinzione di massa”, dice l’artista. “Siamo entrati nell’Antropocene, una nuova era geologica, e, per la prima volta in 5 miliardi di anni, il lascito di questa nuova era non sarà qualcosa legato al normale ciclo della Terra, ma saranno particelle di plastica, una forte concentrazione di CO2 e un’altissima radioattività nel substrato. Cioè, scorie nostre. Direi che le premesse meritavano una mostra”.

    E la mostra, non a caso, tratta, con ironia e un taglio fortemente paradossale, proprio i temi dell’Apocalisse prossima ventura: tra bunker sotterranei pubblicizzati sulla copertina di cataloghi Ikea (prezzo, 29mila euro; slogan pubblicitario: “Enjoy your home whatever happens”, “Gotedevi la vostra casa qualunque cosa accada”), file di gente intrappolata sull’autostrada a godersi lo spettacolo dello scoppio della Bomba come fosse la proiezione in un drive-in, e persino selfie scattati sulla scena dell’ultima ora dell’umanità, con il fungo atomico ben in evidenza sullo sfondo.

    “Riassumendo, posso parafrasare una citazione famosa dicendo: ‘L’apocalisse è quella cosa che ci succede mentre siamo impegnati a fare altro’”, dice ancora l’artista. “Ora, non voglio fare il pessimista ad ogni costo, ma la sensazione che ho quando penso alla china che stiamo prendendo è la stessa che mi viene quando leggo la lista dei vincitori dei Darwin Awards, dove si premiano le morti più stupide dell’anno. Non è un caso che la tv e il cinema, come sempre fonte di ispirazione per le mie opere, negli ultimi anni siano un rifiorire di film apocalittici, di zombi, di serie televisive sulla fine del mondo, perché sono convinto che artisti, scrittori e autori arrivino prima dei politici a capire le tendenze della società”.

    A. R.

    Stefano Gentile, No Way Road

    Stefano Gentile, No Way Road

    Stefano Gentile | Apocalypse Wow!

    4 giugno – 15 luglio 2016

    Galerienhaus Stuttgart

    Breitscheidstr. 48, 70176 Stoccarda

    +49 711 26346366

    info@galerienhaus-stuttgart.de