Papeschi, la capacità di anticipare i tempi. Nel nome del “Supremo Leader”

    Va dato atto a Max Papeschi di avere o un grande fiuto politico-mediatico, o un grandissimo… culo. Noi di If Magazine, che di Max ci consideriamo amici e che lo stimiamo come artista originale e fuori dal coro, propendiamo per la prima ipotesi. Ma, d’altra parte, anche un po’ di fortuna (per dirla volgarmente: culo) in questo lavoro non guasta mai.

    La recentissima copertina di "Libération" dedicata a Kim-Trum

    La recentissima copertina di “Libération” dedicata a Kim-Trump

    Certo è che l’aver puntato, per la bellezza di due interi anni, su un progetto interamente incentrato sulla follia iconica di Kim, il “pazzo di Pyongyang”, era già di per sé, da parte di Papeschi – diciamocelo –, un po’ un azzardo. Più d’uno, tra gli addetti ai lavori, dopo l’ennesima tappa del suo progetto “Welcome to North Corea”, che ha trasformato in “icona pop” il leader nord-coreano, aveva cominciato a sbuffare: “Possibile che un artista si fissi su un unico tema per tutto questo tempo?”. Beh, ora possiamo dircelo: sì, è possibile. E sarà anche stato un azzardo, ma questa volta si può dire che l’azzardo… si è rivelato vincente.

    Non sappiamo se Papeschi abbia capacità divinatorie, e avesse già messo in conto, nel momento in cui dava il via al suo progetto, sull’arrivo di un altro “folle” nello scacchiere politico internazionale – ovvero di Donald Trump, nel frattempo insediatosi alla Casa Bianca. Certo è che, oggi, la questione del rapporto dell’Occidente con la Nord Corea è diventato uno dei “punti nevralgici” della nuova politica mondiale, tra le sparate e le alzate di tono di uno e dell’altro, che si rincorrono e si danno sulla voce, giocando a chi le spara più grosse, in un crescendo di tensione che persino la Russia ha definito “preoccupante”, inducendo Putin a “rafforzare le forze aeree e anti-aeree”.

    Oggi, giornali di tutto il mondo si affannano a fare quello che Max Papeschi ha cominciato a fare già due anni fa: dedicare copertine, strilli, vignette, immagini satiriche a Kim, divenuto davvero – anche grazie all’attenzione che gli ha dedicato Trump – una vera e propria “anti-icona” dall’inconfondibile sapore pop. Ora, non c’è dubbio che Papeschi potrà godersi il trionfo di aver saputo anticipare i tempi: cosa che, per un artista che gioca sullo sdrucciolevole terreno della cronaca politica, è un indubbio titolo di merito. E l’annuncio della prossima tappa del suo progetto “Welcome to North Corea” a San Francisco (dal 15 settembre alla McLoughlin Gallery) sarà senz’altro la consacrazione di questo suo trionfo. Chissà che adesso non lo facciano davvero Ministro della Propaganda del governo di Pyongyang. O forse, chissà, di quello dell’Amministrazione Trump, in cerca di rilancio mediatico dopo i tonfi e le figuracce mediatiche recenti…

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