Banksy, il Natale è Alternativity: con due nuovi pezzi e un festival a Betlemme

    Due nuovi pezzi di Banksy, come altre volte posti proprio sul confine tra Israele e Cisgiordania, dove l’artista britannico ha inaugurato pochi mesi fa il suo Walled Off Hotel (l’hotel “fuori dal muro”). E poi, un “festival spettacolare”, con pièce teatrali e performance varie, suggestivamente chiamato “Alternativity”, con la collaborazione di diversi artisti, come il perfomer Rihaam Issac e il regista Danny Boyle (già noto come regista di Trainspotting e di The Millionaire).

    È la nuova “campagna di Natale” di Banksy, che si pone come al solito in maniera critica e provocatoria rispetto alle tradizioni, ai riti e anche alle festività, divenute ormai completamente mercificate e consumistiche. Annunciato con un volantino, che mostra Giuseppe e la Madonna, incinta e a dorso di mulo, che arrivano di fronte al muro che divide Israele dai territori occupati con l’aria stupita e incredula (come faremo ora a raggiungere Betlemme?, sembrano chiedersi i due poveri “emigranti”), il festival è stato inaugurato con l’apertura di due nuovi murales di Banksy, entrambi realizzati, com’è tradizione dell’artista britannico, a stencil. Il primo pezzo è situato proprio di fronte alla “Grotta del Latte”, storico luogo di pellegrinaggio e di preghiera, situato ad est della Chiesa della Natività a Betlemme, dove si narra che, durante la fuga in Egitto, la Sacra Famiglia si sia fermata, e, mentre la Madonna allattava il bambin Gesù, le cadde una goccia di latte su una roccia, che divenne completamente, e immediatamente, bianca. Il pezzo di Banksy, intitolato “Peace On Earth” è un’opera estremamente sintetica, che sembra guardare alla tradizione del concettuale ironico più che a quella ormai consolidata della street art: costituito unicamente di una scritta – “Peace On Earth” appunto –, sotto la quale si legge però, in più piccolo, “terms and conditions apply” (in italiano “Termini e condizioni di utilizzo”, classica formula che disciplina il rapporto contrattuale fra il titolare di un servizio e l’utente), l”intervento pone l’attenzione sulle contraddizioni della società contemporanea, stretta tra proclami retorici di pace e democrazia e cavilli burocratico-commerciali che denotano la mercificazione di ogni aspetto della nostra vita civile e sociale: anche quando si tratta di una presunta, e sempre invocata (ma mai attuata, per interessi contrapposti) “pace nel mondo”.

    Il secondo pezzo, dipinto proprio sopra il famigerato muro che divide Israele dai territori occupati, mostra invece due classici angioletti della tradizione rinascimentale e barocca, sempre realizzati a stencil, i quali, armati di un grosso piede di porco, cercano di aprire il muro di separazione, in un punto in cui due dei grossi blocchi di cemento che costituiscono la barriera sono già leggermente allentati. Il pezzo, dipinto probabilmente già alla fine di novembre, per alcuni giorni è rimasto nascosto alla vista con un cartello che annunciava l’evento.