Ozmo, a Carrara spunta un murale. Che festeggia il Natale… con Satanasso. In omaggio all’anima anarchica della città

    La notizia l’ha lanciata questa mattina, 22 dicembre, la Gazzetta di Massa e Carrara: “Sorpresa di Natale”, titola il giornale: “spunta un inedito e inaspettato murales di Omzo in città”. Di cosa si tratta? Di un murale realizzato, illegalmente, nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, su un muro del centro di Carrara. Ma, a conti fatti, la notizia dov’è?

    A prima vista, sembrerebbe essere “solo” nel fatto che lo street artist toscano da tempo non realizzasse, per l’appunto, opere illegali nei luoghi che l’hanno visto nascere. Ozmo, al secolo Gionata Gesi, è infatti originario di Pontedera, ma da anni è praticamente nomade tra Milano, dove ha base, e le molte città dove gli capita di realizzare di volta in volta interventi urbani, da New York a Shanghai, passando per la Val Camonica, divenuta luogo di interventi ambientali d’eccellenza grazie al festival “Wall in Art”.

    E, d’altra parte, che in questi giorni Ozmo si trovasse a Carrara, era noto a molti in città, perché proprio questa sera inaugurerà un altro grande murale (questa volta ufficiale), realizzato con l’ausilio degli studenti dell’Accademia, alla Galleria Ravaccione, cava di marmo situata nel cuore dei bacini marmiferi di Carrara, sulle Alpi Apuane, tra Ravaccione appunto (“luogo prediletto da Michelangelo per la qualità del marmo”) e Fantiscritti. Dove l’artista ha scelto proprio il dettaglio centrale del Giudizio Universale di Michelangelo, da realizzare, in dimensioni monumentali (160 metri quadri) su un supporto inusuale e difficile anche per un artista di strada navigato come lui, ovvero il marmo delle pareti della cava stessa.

    Ma torniamo invece al pezzo illegale, quello che ha fatto saltare sulla sedia non pochi carraresi questa mattina. Di che cosa si tratta? Di un’opera che, se non è proprio scandalosa, certo è… molto provocatoria e controcorrente. Proprio mentre Banksy celebra infatti la natività di Cristo in maniera unconventional con il suo festival Alternativity nel cuore dei luoghi sacri, oggi purtroppo divenuti teatro di tragedie, di esclusioni, di guerre simboliche e quanto mai reali (il suo Walled Off Hotel è situato proprio a Betlemme, con vista sul muro fatto costruito da Israele per separare la città palestinese dai territori di Gerusalemme Est), Ozmo ha pensato bene invece di celebrarla… nientepopodimeno che con il ritratto del più Grande Nemico di Gesù: il Diavolo.

    E, per farlo, ha scelto il momento più azzeccato: ovvero la notte del solstizio d’inverno, che com’è noto è la notte delle più antiche feste pagane, di cerimonie arcaiche e anche dei sabbah delle streghe. In particolare, precisa ancora il giornale toscano, l’artista ha scelto non un luogo qualsiasi per realizzarlo, ma un muro speciale, che si trova “in vicolo San Piero, dietro al bar Fuoriporta e vicino al Teatro Animosi, luoghi popolarmente conosciuti come abitati da presenze spiritiche”.

    Il murale di Ozmo dedicato al Diavolo

    Cos’ha effigiato dunque, per la precisione, Ozmo su questi muri “spiritati”? Semplice: la riproduzione dell’arcano numero 15, ovvero la carta dei Tarocchi che raffigura il Diavolo. Rappresentato nella carta come il Bafometto dei Templari, con seni femminili, testa, corna e zampe di capra e con in mano una fiaccola, in compagnia di un uomo e una donna, incatenati al piedistallo dove si trova il loro “signore”, questa carta rappresenta ovviamente i vizi che rendono schiavo l’uomo e simboleggia la debolezza umana; ma, in certi casi, può rappresentare invece anche il suo contrario: è infatti simbolo della forza magnetica, della capacità dell’uomo di influenzare gli altri nell’essere completamente padroni del proprio destino, del saper uscire dagli schemi delle convenzioni sociali. È, insomma, anche un simbolo di libertà, di anticonformismo, di cambiamento rispetto ai ritmi banalizzanti e alienanti della vita “convenzionale”.

    E forse, è proprio a questa lettura che va data la precedenza, più che come semplice provocazione per “épater les bourgeois”. “A Carrara”, spiega infatti lo street artist al nostro giornle, “c’è una fortissima tradizione anarchica: bar, ritrovi, luoghi di attivismo e di discussione… in parte, Carrara è anche una città underground, molto stimolante, piena com’è di luoghi di ritrovo per studenti, di circolini anarchici, di situazioni nascoste…”. Non a caso, fa notare sempre l’artista, il murale è stato dipinto proprio davanti a una nota stamperia anarchica, di fianco a un altro murale preesistente.

    Dunque, attraverso la carta del Diavolo, c’era dunque l’intenzione, da parte dell’artista, di fare un omaggio alla tradizione anarchica e anticonformista della città dei marmi? “Certo”, conferma Ozmo: “essendo il diavolo il simbolo massimo della ribellione all’autorità, mi sembrava sensato celebrare la tradizione anarchica di Carrara con la sua effige. Poi”, aggiunge, “che per celebrarla si sia scelta proprio una notte così particolare, quando, com’è noto, in città fluiscono baccanali, sabbah e strane feste proibite… beh, questo faceva parte del gioco!”. Sul profilo Facebook dell’artista, intanto, è comparso un annuncio inquietante: “Attenta Carara! OMZO è in città!”.

    Non c’è che dire: quell’artista ne combina davvero… una più del diavolo!

    A.R.