Demo a Mondovì, tra pop culture, trash, classicità

    di Rebecca Delmenico. Francesco De Molfetta prosegue il suo cammino attraverso la tradizione nella lavorazione della ceramica e, dalla collaborazione con la storica azienda Besio 1842, ha avuto occasione di addentrarsi e fare proprie le tecniche di lavorazione della ceramica monregalese. Durante questa esperienza egli ha ideato alcune ceramiche site specific, mantenendo la classica decorazione a spugna e i motivi decorativi, riuscendo a creare un perfetto raccordo con le peculiarità del proprio linguaggio artistico. De Molfetta crea un dialogo tra le proprie opere inserendole in un contesto museale, tra pezzi antichi e pregiati fanno capolino le sorprendenti ceramiche che l’artista ha prodotto anche precedentemente durante il lavoro in una azienda di porcellane artigianali riscoprendo i classici stile neo-capodimonte.

    Francesco De Molfetta, MAMADonnalds

    Francesco De Molfetta, MAMADonnalds

    L‘opera “Hot Dog”, che rappresenta un cane di razza Basset hound, è quella maggiormente rappresentativa del sapiente connubio tra la tradizione artigianale monregalese con i classici motivi decorativi in cui Demo riesce a accostare tematiche assolutamente contemporanee. Il pacioso cagnolone è finemente decorato con i motivi ornamentali tipici della tradizione assieme a ketchup, maionese, coca cola e patatine. Non a caso l’hot dog è un classico cibo americano, una tra le bandiere mondiali del trash food.

    L’opera “DeMondovì”, con la quale l’artista omaggia Mondovì e la lavorazione tipica della zona, rappresenta De Molfetta che scorge la rocca in lontananza, mentre, con i suoi cani, approda in quelle terre. L’opera è una zuppiera, decorata talmente bene che quasi si confonde con le altre al punto che se non ci fosse la didascalia dell’opera, l’occhio meno esperto potrebbe confonderla con i pezzi storici del museo. Attraverso le varie sale del Museo della Ceramica Vecchia Mondovì si ha come la sensazione di fare una “caccia al tesoro” riuscendo a individuare, tra le innumerevoli opere esposte, quelle dell’artista, che è stato eccezionalmente bravo nell’installazione dei pezzi, riuscendo davvero a creare una simbiosi tra tradizione e contemporaneità e mimetizzandosi all’interno delle sale.

    La variegata esposizione, come detto in precedenza, vede esposte opere realizzate con la tecnica neo-capodimonte, come “tra Mc e te”, dove il logo di Mc Donald crea un ponte che unisce una damina e un cavaliere ottocenteschi seduti su un cumulo di cibo spazzatura. Inaspettata l’opera “Dog sitter” che vede una cagnolino bianco a pelo lungo adagiato su un prezioso cuscinetto che, in realtà, alzato, cela una lugubre prigione per gatti dove essi sono tenuti fino alla morte. “Ricercarsi” e “Porcelain-phone” vedono balenare, accanto a deliziose damine e innocenti pastorelli, gli onnipresenti smartphone e pc portatile, a simboleggiare la mania ad essere sempre raggiungibili e presenti, ovunque ci si trovi. Una connessione perenne che è un tratto distintivo della contemporaneità. “Robolove”, un piatto sagomato a forma di cuore, inneggia invece all’amore tra Goldrake e Gundam, mentre “Can-dido” è un divertente incrocio tra essere umano e cane, di cui sono presenti orecchie, naso e occhi, con un chiaro riferimento al “Candide” di Voltaire, celebre racconto che espone la visione fatalista e disincantata dell’esistenza che il filosofo racconta attraverso la satira. Candido lotta contro una serie di incredibili sfortune che egli cerca a forza di imbrigliare in una visione ottimistica.

    De Molfetta porta avanti la produzione di pezzi in ceramica addentrandosi nelle varie tecniche facendole proprie e declinandole in opere frutto della propria concettualità artistica che gioca sui vizi, le abitudini e le debolezze della società di massa con la raffinata ironia che contraddistingue il linguaggio di questo artista. Un gioco, però, che lascia l’amaro in bocca quando prendiamo atto che il sorriso che compare sul viso nell’immediatezza di un primo sguardo, cela una bruciante e sottilmente tragica realtà.

    Francesco De Molfetta | Old but Gold

    Museo della Ceramica, Mondovì

    Piazza Maggiore 1

    fino al 29 luglio 2018

    Info: +39 0174 330 358, turistico@comune.mondovi.cn.it