Ghibaudo, un museo di Storia Innaturale per capire la sostanza del mondo

    di Rebecca Delmenico.

    Le creature meravigliose di Dario Ghibaudo si rivelano allo stesso artista nel loro venire al mondo, embrione che si sviluppa e muta a ogni nuova intuizione. Esse esistono già di per sé stesse, devono solo manifestarsi nel processo creativo. Chimere contemporanee scaturite dall’irriverente gioco dell’artista, come ibridi improbabili eppure credibili, che condensano il percorso evolutivo in un solo essere, inevitabilmente destinato a continue mutazioni.

    Dario Ghibaudo, Sex Pedibus Animalis Cauda Pisciorum

    Dario Ghibaudo, Sex Pedibus Animalis Cauda Pisciorum

    Ghibaudo profetizza ironicamente una futuribile contaminazione tra specie diverse, proseguendo il percorso in evoluzione che dà vita al “Museo di storia innaturale”, progetto pensato sul modello settecentesco di catalogazione unito alla fascinazione per le rarità barocche tipiche della Wunderkammern.

    La frase di Rousseau “È innaturale tutto ciò che viene educato dall’uomo” è citata dall’artista come apripista a un’indagine tra scienza e favola, nella quale egli si confronta con medium diversi, dalla pietra al marmo alle resine e all’argilla fino a una pasta composta da un misto polvere di marmo, cemento e resina. Le creature meravigliose sono nate dal materiale, realizzate in porcellana con la tecnica del modellato che presuppone una grande abilità scultorea pur sagomando la materia, creando pezzi unici impossibili da replicare. Conservate in una teca chiusa da un robusta cintura, le “Sculture da viaggio” sono pronte per essere trasportate e strabiliare lo spettatore, come Barnum sbalordiva il pubblico esibendo la “Sirena delle Fiji”.

    Le creature meravigliose scaturiscono dai delicati lavori ad inchiostro nei quali Ghibaudo interviene pochissimo, senza un’analisi particolare nel farli, li guarda nascere, li scopre. “Non li vedo prima, li vedo dopo”, afferma l’artista, e aggiunge: “La scultura è gusto del fare nell’esigenza perché l’intuizione possa aver seguito dando vita alla materia… La materia non potrà mai prendere vita se non condotta dall’artista”. La scultura nasce dall’errore, in corso d’opera si modifica in continuazione.

    Concretizzazioni della fantasia, come lo stupefacente “Ibis recti rostri” dotato di muscolatura potente che ricorda gambe umane completate da una bellissima coda barocca sinuosa e vitale, o “Cervus alatus”, anch’esso dotato di una lunghissima coda che poggia su corna che sembrano dita e persino una vertebra umana, “Sex pedibus animalis cauda pisciorum” è un cane-anfibio con sei zampe e una coda con una sua intrinseca forza armonica, la stessa che ritroviamo in “Et cauda superius alterum inferus”.

    Dario Ghibaudo, Sculture da viaggio: Piscis CursorMonstra, esseri prodigiosi, plasmati da un demiurgo giocoliere talvolta con sguardo sarcastico e disilluso. Spinoza proclamò “Deus sive natura”: Dio coincide con la Natura, unica realtà che ingloba tutto, e ha infiniti attributi, infinite potenzialità, infiniti modi in cui l’unica sostanza, realtà autosufficiente e autosussistente, si manifesta. Così le creature di Ghibaudo sono modi, concretizzazioni peculiari, natura naturata, espressioni del fondamento unico a cui sottende il mondo.

    L’artista, nell’imperitura esplorazione di altrettante variazioni cromosomiche, correda le sue creature di un piglio certamente giocoso e divertito, ma altrettanto disincantato e pungente. L’uomo, pur essendo parte della Natura Naturata, delle manifestazioni dell’unica sostanza divina, si erge a supremo artefice andando talvolta pericolosamente e scioccamente a intromettersi, mutando a suo piacimento la genetica, la base della vita stessa, con esisti spesso nefasti.

    Dario Ghibaudo

    Museo di Storia Innaturale. Sala XVIII – Creature Meravigliose