Tentolini, la bellezza corre su un filo metallico

    di Rebecca Delmenico.

    Affascinante e avvolgente: così definirei l’ultimo progetto di Tentolini dal titolo “Kalopsie”. Un percorso che si snoda attraverso i diversi soggetti che l’artista ha scelto fino ad oggi. Kalopsia solitamente sta a indicare l’illusione di percepire le cose più belle di quello che realmente sono. Kalopsie diventano le fascinazioni dell’artista verso soggetti che, attraverso il lavoro su stratificazioni di materiali diversi egli trasfigura in archetipi ideali, discesi dal mondo platonico delle idee, cristallizzati nell’eterno. Il meticoloso processo concettuale e estetico di Tentolini non si limita certo a questo: egli libera dal regno dello stereotipo i soggetti dell’opera, per farne emergere l’essenza , siano essi i volti di giovani donne (le Jeunes-filles), persone care (Youth), l’interno di un immobile (“Immobili”), l’apollinea bellezza delle statue greche (“Pagan Poetry) o volti di manichini inespressivi dalle orbite vuote (“Presenze”).

    È la meraviglia dell’opera di questo artista: cogliere un istante, immortalato inizialmente con uno scatto fotografico, procedendo con le proprie istanze fino a rendere i soggetti “universali”. E così, allo stesso modo, anche l’indagine sul tempo e sulla memoria diventa un caposaldo della ricerca dell’artista: tempo che, inevitabilmente, modifica i ricordi, restituendone una visione ideale e profetica.

    “Chi ama è affetto da un tipo particolare di follia, in virtù della quale, contemplando la bellezza terrena, ritorna con la memoria a quella vera, cioè ultraterrena, ovvero, per usare un termine platonico, a quella del mondo delle idee o iperuranio, in cui dimorano le anime prima dell’incarnazione. Così si è presi dal desiderio di librarsi in volo, si indirizza lo sguardo verso l’alto, e inevitabilmente si trascurano le faccende terrene”. Questa, afferma Platone, è la più nobile tra le forme possibili di possessione divina. “Infatti, ogni anima umana, contempla per sua natura l’essenza delle cose, cioè le idee iperuranie, tramite un processo di reminiscenza (ricordo), che parte da quelle terrene. L’innamoramento facilita la comprensione di quelle cose che a mente lucida risultano incomprensibili”.

    E il soggetto-oggetto d’amore di Tentolini è un anelito all’infinito e universale seppur non scevro di logica e razionalità che si sviluppa nella scomposizione dell’immagine ovvero nella stratificazione di materiali. E il nostro occhio ricompone i diversi strati per restituirci l’immagine in tutti i suoi particolari che diventano sempre meno visibili più ci si avvicina e si scopre i gioco di maglie intrecciate. La luce è certamente un elemento portante se non vitale in tutto il lavoro dell’artista, che prima cattura l’immagine in uno scatto fotografico e poi con grande téchne la  restituisce impressa nelle stratificazioni materiali di reti metalliche. L’artista ha scelto un materiale che tutti potessero riconoscere, quasi bruto se paragonato alla levità che Tentolini è in grado di donare alle sue creazioni.

    Tentolini si conferma, ancora una volta, una certezza nel mondo dell’arte contemporanea, per l’unione di forma e materia, concetto e oggetto, la capacità di trovare un trait-d’union che si snoda attraverso tutto il suo percorso grazie alla continua sperimentazione di diversi materiali e diversi soggetti, tutti accomunati dalla spinta a manifestare l’essenza del soggetto-oggetto d’analisi posto sotto la lente dell’artista.

     

    Giorgio Tentolini

    Galleria Colossi

    Corsia del gambero 14, Brescia

    +39 030.3758583