Flash news

Arriva il Felipanda, supereroe trapper. Nei negozi Auchan, per l’ambiente con WWF Italia

Il suo nome è Felipanda, ed è un character originale creato dal (misterioso) artista di origine spagnola Felipe Cardeña, noto per i suoi collage a tema floreale, per WWF Italia nell’ambito della campagna di sensibilizzazione all’ambiente e contro l’abuso della plastica. Il volto del Felipanda – mascherina da supereroe, cresta verde da trapper, orecchino tondo, piercing al naso, dentatura rigorosamente d’oro, catena da rapper al collo e occhi verdi – compare infatti, immerso nel ... continua→

Dopo il film di Schnabel, ora Van Gogh diventa anche un’attrazione. A forma di mongolfiera…

Dopo il grande successo del film di Julian Schnabel dedicato a Van Gogh, ora al pittore olandese è stata dedicata anche… una mongolfiera. Sembrerebbe uno scherzo kitsch, invece è proprio così. Da qualche settimana, infatti, sui cieli dell’Australia sta volando un immenso pallone che raffigura proprio il volto dell’artista. L’idea è nata in occasione del festival “King Valley Balloon Festival”, il festival dedicato proprio alle mongolfiere, che si è svolto in giugno a Milawa, ... continua→

Laboratorio Saccardi, una… pipì su Keith Haring a Pisa. Per ritrovare lo spirito del primo graffitismo

di Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci. Pisa, metti una mattina d'estate come tante. Se vi fosse capitato di passare davanti alla facciata della chiesa di Sant’Antonio abate, dove nel 1989 un ancora semisconosciuto Keith Haring venne invitato a dipingere un enorme muro di 10 per 18 metri di lunghezza (oggi accuratamente conservato e riparato dalle intemperie e dalle tag con una robusta lamina di plexiglass), vi sareste potuti trovare di fronte a una scena quantomeno inconsueta. Quale? Quella di ... continua→

Finalmente libera Ahed Tamimi. E libero anche, dopo 24 ore, lo street artist Jorit che ne aveva dipinto il volto sul Muro della vergogna

È stata finalmente liberata Ahed Tamimi, la diciassettenne palestinese divenuta simbolo della resistenza palestinese contro l’occupazione Israeliana. La giovane attivista, che fin dalla più tenera età si batte per i diritti del suo popolo, era stata arrestata nel dicembre scorso fa per aver pubblicamente schiaffeggiato due soldati israeliani armati fino ai denti di “ronda” davanti alla porta della propria casa, e condannata da un tribunale israeliano a otto mesi di reclusione per ... continua→

Clapis, a Londra una scultura per riflettere sulle criptovalute

Cosa ha che spartire con il fenomeno delle criptovalute l’immagine di una donna incinta, con tanto di feto nella pancia il quale, anziché godersi il suo periodo di felice svagatezza prenatale, è già attaccato a un telefonino come un adolescente qualsiasi? Apparentemente poco, se non fosse per l’immaginazione di un artista italiano, Federico Clapis, con un passato da blogger di primo piano, con decine e decine di migliaia di visualizzazioni e di like sui suoi profili, che ha deciso di ... continua→

L’arte Japan Pop sbarca in Franciacorta. Con una Salomè gigante (e gonfiabile) di Tomoko

Il Pop giapponese sbarca in Franciacorta. E vede come protagonista Tomoko Nagao, con un’enorme scultura gonfiabile che riproduce le fattezze della sua “Salomè”, eroina dalla testa mozzata trasformata dalla creatività pop dell’artista in una testa di bambola in stile manga. Ma non mancano anche altri grande nomi contemporanei, a cominciare da Takashi Murakami, superstar del neopop giapponese e inventore dell’estetica Superflat, per continuare con Hiroyuki Takahashi e Hitomi Maehashi. ... continua→

Street Art

Banksy a Parigi: la settimana della moda si tinge di rosa. Acido

I parigini si sono svegliati l’altra mattina con almeno sei nuovi murales sparsi per la città riconducibili a Banksy, alla sua prima apparizione sui muri della capitale francese. I temi, come sempre avviene nei lavori dello street artist britannico, sono fortemente politici: dalla critica alla politica europea sull’immigrazione, alla riflessione sul potere e sui condizionamenti sociali e mediatici. Il primo murale, che è anche il più imponente, è stato dipinto a Porte de la Chapelle, Continua...→

Quando le dimensioni contano, eccome. La strana vicenda del pene gigante di Stoccolma agita il dibattito sull’arte pubblica

di Vlady Art. Stoccolma, Aprile 2018. È durato meno di due settimane il discusso “Jättepenis” (come dire “tanto-pene” o “molto-pene”), certamente il più grande dipinto pubblico parietale rappresentante un fallo eretto. “La tua libertà finisce dove inizia quella degli altri”, recita un celebre detto. A quanto pare, queste parole sembrano essere valide anche in Svezia, uno tra i paesi più liberi e tolleranti al mondo ma anche tra i più equi e democratici, quindi attento ai Continua...→

Women

Franca Pisani al Macro. Tra inconscio, mito e memoria

L'opera di Franca Pisani ha assunto ormai, da tempo, un respiro fortemente originale, in cui i diversi riferimenti culturali e i diversi piani linguistici si mescolano e si compenetrano a vicenda. Sperimentazioni linguistiche, suggestioni visive, memorie, tradizioni ancestrali, riti, simboli, miti, retaggi: tutto diventa forma e linguaggio, si mescola vorticosamente e incessantemente, si fa materia viva e fremente, che, sotto le mani dell’artista-demiurga, prende Continua→

Crazy World

 

Collage by Nolo Sanchesky (visual artist and collage... continua

Fotografia

Dopo lo stop da parte del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che si era messo di traverso impedendo, con piglio scioccamente censorio e con un involontario effetto caricaturale,... continua

Edo Pop

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Ragazze spaesate e alienazione nelle foto di Inbe Kawori

di Christian Gancitano. Non fotografa persone famose, attrici o modelle. Le protagoniste delle sue straordinarie foto sono persone “normali”, ragazze della porta accanto che lei riprende nel loro habitat quotidiano, in casa, o per la strada, in situazioni di solitudine, di rabbia o di ... continua→

MEMORABILIA

di Duccio Trombadori

All’inizio degli anni Ottanta, dell’opera di Gino De Dominicis non sapevo granché. Avevo oltretutto avuto ben poche occasioni di frequentarlo. Mi era stato presentato casualmente nell’estate del 1972 in casa di Enrico Job... continua

Sul lettino di Flavia

ovvero tic, ossessioni, paure e segreti degli artisti passati al setaccio dalla nostra inviata psicospeciale Flavia Vago. In questo numero, sul lettino di Flavia si siede Eugenio Merino.

 

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“La grande arte è fatta per suscitare, creare l'estasi. Più fine la qualità di questa estasi, più fine l'arte. Solo l'arte minore si contenta del piacevole". Ezra Pound

 


 

Palermo è ancora Blues con la Scuola di Palermo

di Alessandro Riva

Diciassette anni sono passati da Palermo Blues, la prima, grande mostra pubblica, tenutasi ai Cantieri della Zisa, in una Palermo così distante e forse anche così drammaticamente sempre uguale a se stessa, che li consacrò ufficialmente, all’epoca, come i rappresentanti della “Nuova Scuola Palermitana”, o semplicemente “Scuola di Palermo” come si preferisce invece ricordarla oggi  – il “nuova”, col passare del tempo, è infatti rimasto fra le righe, forse perché nel frattempo anche il mito del “nuovo che avanza”, con tante altre analoghe illusioni, s’è lentamente sbiadito perdendo di smalto e di senso, in ogni campo, dalla politica alla cultura, col suo immenso carico di delusioni, di fraintendimenti, di frustrazioni, furbizie e gattopardismi che si è fatalmente portato dietro in questa manciata d’anni.

Oggi, però, eccoli dunque di nuovo insieme, nel cuore di Palermo, appunto, a Palazzo Riso: sono Alessandro Bazan, Francesco De Grandi, Fulvio Di Piazza e Andrea Di Marco

Arrestateli! Wiola, un Appello per modificare il Codice Penale sul reato di imbrattamento. Per ritrovare equilibrio e civiltà giuridica. E riaprire il dibattito sulle politiche urbane

di Alessandro Riva

Artisti, scrittori, musicisti, creativi, cantanti, critici, letterati, centri sociali, illustratori, associazioni culturali: la lista è lunga, e prevedibilmente destinata ad allungarsi ulteriormente. Sono i (primi) firmatari, che in queste ore di tam tam sui social stanno via via aumentando man mano che le condivisioni e il passa-parola si diffonde e si espande sulla rete, dell’appello stilato dal gruppo di artisti e agitatori culturali che da qualche mese si è riunito sotto il nome di Wiola. Appello lanciato con il preciso intento di “modificare la norma dell’art.639 del Codice Penale Italiano” (quello relativo al reato di “deturpamento e imbrattamento di cose altrui”), “giacché” – si legge nell’appello – “l’inutile e strumentale guerra contro le tante espressioni autonome, non commissionate e creative per le strade (writing, street art, poesia di strada…) non costituisce la premessa ad una società migliore”, ma, più prosaicamente, rappresenta invece “lo svilimento delle aspirazioni dei giovani e dei creativi che

J’ACCUSE! Il Sistema dell’Arte sotto accusa: Maschilismo e Sessismo non riguardano solo Hollywood. Cinquanta donne dell’arte: ora parliamo noi

di Dejanira Bada, Rebecca Delmenico, “Gel” Giuditta Lavinia Elettra Nidiaci, Flavia Vago

 

Dopo Hollywood con il caso Weinstein, e dopo il mondo della moda, anche il sistema dell’arte è sotto accusa. Il motivo? Maschilismo, sessismo, discriminazioni tra artisti uomini e artiste donne, a tutt’oggi meno quotate dei loro colleghi, meno presenti nelle mostre e nelle fiere, poco attive nelle “stanze dei bottoni” del sistema dell’arte. E, anche qua, una pratica dura a morire: quella dell’uomo di potere che crede di potersi permettere di tutto, comprese avances, messaggi erotici ed esplicite richieste sessuali, in cambio di partecipazione a mostre, pubblicazioni e visibilità. IF Magazine ha deciso di imbastire la più vasta inchiesta mai fatta sull’altra metà del sistema dell’arte. Abbiamo chiesto a cinquanta donne dell’arte – artiste, critiche, pr, galleriste – di dirci la loro su maschilismo, sessismo, discriminazioni di genere. E sulla loro esperienza sul campo, tra situazioni sgradevoli, richieste irricevibili e goffi tentativi

Visione, estasi, illuminazione: quando l’Estetica si trasforma in un portale per l’Estatico

di Andrea Zucchi

Alessandro Mendini, Oggetto meditativo, 1999.

L’Estasi esiste. È il nostro stato naturale, prima che sorga il desiderio, la contrazione, la paura. Prima che il Sé si avviluppi e si perda nelle proiezioni dell’Ego. Prima che la separazione e la molteplicità diventino il nostro orizzonte quotidiano. Nel suo manifestarsi la Coscienza è espansione, espansione estatica, senza confini e limiti definiti. Lo abbiamo dimenticato, ma la reminescenza di questo stato originario, la sua vibrazione di fondo continua ad agire in noi. Ciò che cerchiamo, ciò che vogliamo scaturisce da lì e lì aspira a tornare. Quando eravamo Uno con tutto ciò che ci circonda: nell’avviluppante calore del grembo materno, o ancora più lontano, nella Pace infinita della Mente di Dio.

Talvolta accade, forse raramente, forse a pochi di noi, ma accade. Entriamo in uno stato di estasi, o meglio, l’estasi entra in noi, anzi no, l’estasi ci conduce al di fuori di noi.

“Auschwitz on the Beach”, l’Olocausto è alle porte. Bifo fa scandalo a Kassel, la sua performance è cancellata. E in Italia il mondo dell’arte tace

di Alessandro Riva

Dario Arcidiacono

Metti una giornata di fine estate a Kassel, a Documenta. Una performance, dal titolo eclatante e provocatorio, Auschwitz on the Beach, che sarebbe dovuta essere messa in scena alla Rotonda del Fridericianum, con la colonna sonora di Fabio Berardi e un’installazione visiva dell’artista brasiliano (ma di stanza a Bologna) Dim Sampaio, cancellata, e sostituita poi da un meno ingombrante “dibattito pubblico”. Con il suo autore – Franco Berardi “Bifo”, attivista politico di lungo corso, tra i leader del Movimento del 77 a Bologna, sua città natale – trovatosi a doversi scusare con i rappresentanti della comunità ebraica di Kassel, “per la sofferenza che aveva potuto provocare” con le parole della sua performance. Al punto che decide, di sua spontanea volontà, di “cancellare dal proprio computer” il testo da cui l’idea stessa della performance era nata. Ma che, in un lungo discorso, in realtà non ritratta nulla, anzi: rilancia la sua tesi “scandalosa”: la

Dopo la vittoria sulla Sony, parla Isgrò: “Ha vinto il diritto”. Un segnale forte per chi pretende di utilizzare (gratis e senza permesso) il lavoro degli artisti

di Alessandro Riva

Ormai è per tutti “il caso Isgrò”. Ma potrebbe essere anche ricordato, come per certe sentenze che passano alla storia, “Isgrò contro la Sony”, mettendo in luce ciò che in pochi hanno saputo vedere, in queste settimane un po’ confuse di propaganda contrapposta (con frotte di Soloni su internet a cercare il pelo nell’uovo, ad arzigogolare su chi avesse realizzato già prima di Isgrò una cancellatura, e in che modo, quando i confini della vicenda erano chiari, netti, inequivocabili: un caso lampante di “furto” visivo e intellettuale da parte di una major – una grande multinazionale della musica –, nei confronti di un artista che vive da sempre del suo lavoro e della sua creatività): ciò che in pochi hanno saputo vedere, dicevamo, è che è stata la lotta di un Davide contro Golia, un artista, seppure noto, stimato, apprezzato, contro un colosso della discografia. Una lotta apparentemente impari, che ha però

Marco Petrus a Napoli. Dalla stilizzazione del paesaggio alla ricerca della forma pura. Fino all’astrazione

di Alessandro Riva

Chi altri poteva trasformare uno dei luoghi divenuti i simboli perfetti dell’inferno contemporaneo quotidiano, quelle Vele di Scampia, caotiche, sporche e sempre piene zeppe di persone, tra baby criminali, spacciatori e boss della camorra, divenute oggi iconiche e famose a livello popolare anche grazie alla serie tv “Gomorra” tratta dal romanzo di Saviano (ma oggi già in via di parziale abbattimento e pronte a diventare, nel progetto di De Magistris, “luogo di innovazione architettonica e urbana”), in un’astratta e rigorosissima griglia geometrica di cui non si riesce più a intravedere nulla di reale, se non un mutevole e freddo gioco sovrapposto di linee e di colori? Se qualcuno poteva farlo, quel qualcuno non poteva essere che Marco Petrus.

Pittore urbano per eccellenza, ma che del paesaggio urbano ha via via congelato, razionalizzato, reso via via più scarnificato e astratto ogni singolo dettaglio del paesaggio stesso, dal cielo sullo sfondo (neutro, mai

Photoshock

Visitate Rio de Janeiro. La capitale del crimine, dove anche i bambini girano armati. Visitate Bangkok. La capitale del turismo (sessuale): dove anche le ragazzine si prostituiscono. Visitate le isole Faroe, in mezzo all’Oceano Atlantico. Dove balene e delfini sono massacrati senza pietà. Visitate il Borneo: simbolo mondiale della deforestazione. E ancora: visitate... continua